Basket A2, ecco una Unieuro tosta e combattiva

Doveva renderlo tale di nome e di fatto: un recupero, appunto. L’Unieuro ha rispettato le consegne e recuperato due punti sul terzetto Chiusi-Ferrara-Cento che la precede e che ora, a 3 gare dal termine della prima fase e a 7 dai play-off, è distante 4 lunghezze.

Quattro, come sono le vittorie consecutive ottenute dai biancorossi, per la prima volta in questa altalenante stagione sulla quale è ancora impossibile guardare oltre la punta del naso, ma che potrebbe avere imboccato proprio adesso la strada dell’agognata continuità. Se così sarà, lo dirà già il delicatissimo match di domenica, quando al Pala Galassi arriverà la “bestia nera” degli ultimi mesi e con l’Eurobasket Roma è un fondamentale scontro diretto per allungare un piede verso il traguardo minimo dei play-off.

Prima di guardare al futuro, uno sguardo a ritroso va posto, perché a Frosinone non si è vista una Forlì sempre sicurissima in campo, ma oggettivamente parlando quella con la Stella Azzurra era una sfida che nascondeva più di un’insidia. Non solo dovuta all’assenza di Mattia Palumbo (compensata da quella di Lorenzo D’Ercole sul versante opposto), ma generata anche dalle caratteristiche specifiche dei capitolini: una formazione molto fisica, arrembante, capace di mettere pressione e fare la voce grossa a rimbalzo. Ecco, a parte quest’ultimo aspetto, nel quale ha prevalso la Pallacanestro 2.015 che è diventata solidissima in un aspetto del gioco nel quale era, invece, apparsa fragile nel girone d’andata, Roma ha fatto valere le sue peculiarità. E queste hanno reso complicata una partita che i romagnoli avevano approcciato come meglio non si poteva.

Primi 10 minuti perfetti per l’Unieuro e inerzia tenuta in mano sino al 17’ per poi subire la pressione, imbarcare un parziale di 16-0 e andare sotto al 24’. Dell’Agnello e i suoi ragazzi hanno saputo reagire con personalità e nel finale sono stati più lucidi della Stella Azzurra, ma in un flusso positivo che da settimane sospinge un po’ tutte le voci statistiche offensive ce n’è una sulla quale si deve fare meglio: le palle perse.

Il neo delle palle perse

A Frosinone sono state 19 e se nelle prime 14 gare stagionali l’Unieuro viaggiava ad una media di 14.2 perse a sera, nelle ultime 9 la media è salita a 15.4. Non è un bene, nei play-off e già nella fase a orologio, la fisicità si alzerà e bisogna non subirne troppo l’impatto. Su questo aspetto c’è da lavorare, però quella di due sere fa era la classica gara da vincere nel fango, imbrattandosi scarpe, pantaloncini e persino canottiera. Si sapeva che ci sarebbe stato da stringere i denti, resistere e contrattaccare: ottenere successi in partite così sporche fa bene.

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