Basket A2, Dell’Agnello: “Brava Unieuro e grazie ai tifosi”

Una vittoria importante (74-64) per classifica, morale e tutto quello che può venire in mente a un tifoso forlivese. L’Unieuro ha regolato Scafati al Pala Galassi dopo il tipo di partita che Sandro Dell’Agnello si era immaginato e aveva preparato in settimana e anche se qualche tessera del puzzle non si è incastrata come da previsioni (vedi Palumbo e Pullazi). Il coach può essere più che soddisfatto per come l’Unieuro ha applicato il piano-partita.
«Abbiamo giocato una gara importante contro un’avversaria che aveva dimostrato di essere la migliore del primo scorcio di campionato – ammette il tecnico dei forlivesi -. Con noi Scafati ha fatto tanta fatica perché l’idea era toglierle il tiro dalla lunga (la Givova è prima per triple tentate a gara, ndr) per forzarla a prendersi più tiri in avvicinamento anche a costo di subire di più a rimbalzo tenendo i nostri lunghi più alti in aiuto: ha funzionato perché Rossato, Clarke e Monaldi hanno avuto 4/16, abbiamo giocato come avremmo voluto e il match l’abbiamo sempre condotto ed è arrivata una vittoria non di poco conto».
Una variabile tattica è stata la partenza di Bruttini in quintetto. «Siamo in nove, da qualche settimana abbiamo deciso di non tenere un quintetto fisso, anche perché i minutaggi non stanno sostanzialmente cambiando. Chi va in panchina non è bocciato, cambiamo le carte in tavola e così siamo tutti belli svegli».
E sintonizzata sulla giusta lunghezza d’onda l’Unieuro ieri lo è sempre stata pur se il problema delle palle perse (16) persiste. «Abbiamo avuto continuità, specialmente difensiva e pur avendo sempre il timore che una squadra di valore come la capolista possa rientrare, direi che l’inerzia l’abbiamo sempre avuta in mano e mai ho avuto l’impressione potesse succedere un patatrac: per 40 minuti siamo sempre stati dentro questa gara nonostante almeno 3-4 perse banali, causate da nostre scelte sbagliate, si potevano evitare. Fatichiamo ad eliminarle, ma dobbiamo assolutamente trovare il modo di riuscirci».
L’ultima annotazione, Dell’Agnello la fa su pubblico, finalmente numeroso. «Ho sentito un palazzo bello vivo, ci ha fatto tanto piacere, ci ha dato una grossa mano. Speriamo sia sempre così, anzi ancora più pieno».

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