Basket A2, da McAdoo alle Spice Girls: Forlì-Cantù revival dei bei tempi andati

Per radio e nelle classifiche dei dischi più venduti impazzava Wannabe delle Spice Girls. Era il 2 marzo del 1997 ed è stata anche l’ultima volta che, su un campo da pallacanestro, Forlì e Cantù si sono incrociate. Si giocava in Romagna, era serie A1, si impose la Polti 63-70 con 25 punti di Thurl Bailey contro i 20 di Kenny Williams. Da allora i destini cestistici delle due città non si sono più intersecati. Sino ad ora, sino a sabato quando, a Desio, l’Acqua San Bernardo Cantù seconda in classifica del girone Verde di A2 se la vedrà con la settima forza del girone rosso: l’Unieuro.
Unico punto in comune tra 1997 e oggi? “Wannabe” delle Spice Girls. Volere, volere essere, aspirare. Scegliete la traduzione che preferite, ma il senso è quello. Specialmente per Forlì che vuole essere, in una serie al meglio delle cinque partite che la vede nettamente sfavorita, ciò che in questa stagione non è quasi mai stata: una squadra allo stesso livello delle grandi forze del campionato.
Certo, le Spice dicevano «se vuoi essere il mio ragazzo, devi andare d’accordo con i miei amici, devi far sì che duri per sempre, l’amicizia non muore mai» e il dubbio è che il “lui” sia rimasto per sempre “friendzonato” come si direbbe oggi. Ecco, il punto è proprio questo: Forlì aspira a passare al livello successivo, ma l’amore può scoppiare all’improvviso? Serve, per tornare a terminologie più prettamente sportive, l’impresa della stagione, serve uno dei più clamorosi “upset” della storia recente della pallacanestro. Perché questa stagione ha detto che Cantù, battuta una volta sola in casa dalla Bakery, è un cliente terribile. Tanto più ora che ha recuperato il suo miglior marcatore, quel Trevon Allen rientrato domenica con Ravenna e dimostratosi già in palla con 15 punti. Gli stessi che segna mediamente in campionato.
E se non bastasse, ecco che la società lombarda vuole inserire il rinforzo play-off ed è in fortissimo pressing sull’ala Mattia Udom, 5.7 punti e 4.5 rimbalzi di media in A con Brindisi. Un’addizione più che probabile che andrà a colmare proprio vicino a canestro il solo, vero limite dei brianzoli che, comunque, hanno i centimetri di Cusin, l’atletismo di Bayehe e Nikolic, l’esperienza e la duttilità di Da Ros. Per non parlare della difesa dell’ex forlivese Giovanni Severini e delle qualità a tutto tondo di quel Bucarelli che, dopo esserne rimasta scottata agli scorsi play-off, l’Unieuro aveva cercato sul mercato.
Insomma, mischiando gli ingredienti è una serie senza speranze? La storia parla pure di cinque ko consecutivi (1994-1995 in A2 tre volte quando poi l’Olitalia venne promossa e la Polti no, due nel 1996-1997) e l’ultimo successo di Forlì risale al Filanto-Clear 78-77 del 17 ottobre 1991 (con 23 di McAdoo contro i 21 di Adrian Caldwell), ma ora la “Pieffe” giocherà per la prima volta senza pressioni sulle spalle. Libera. Non dall’onorare la serie, perché questo glielo si chiede, ma di potere rischiare, di sprigionare senza paure ciò che ha dentro. Dopo la vittoria, mentalmente importante, di Casale, almeno la faccia di chi non va preso alla leggera, al cospetto di Cantù ce l’ha e può mostrarla. Poi chissà. Il basket premia sempre gli audaci.

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