Basket A2, Bruttini: «Unieuro, ora pensiamo solo a noi stessi»

Il mese di novembre dirà tanto, tantissimo sul futuro dell’Unieuro, ma mai come in questo momento, pur con appena quattro partite di campionato alle spalle, ha valore la litania del vivere alla giornata, del “pensare a una gara alla volta”. Vincere o perdere domani in casa con Cento può fare la differenza? Non alla lettera, forse, ma cambierebbe tanto in un senso più ampio e profondo del concetto. E poi la trasferta a San Severo avrebbe analoghe implicazioni, diverse tra loro dal giungervi dopo un successo o sulla scia di un terzo ko.

Insomma, al momento l’unica chiave interpretativa della situazione, la deve trovare la squadra biancorossa dentro se stessa e in palestra. Quale possa essere e come vada poi traslata in campo prova a spiegarlo Davide Bruttini dall’alto del suo punto d’osservazione e della sua esperienza.

«In questi giorni i riflettori li abbiamo accesi su noi stessi, perché prima di pensare a Cento, dobbiamo capire perché l’intensità che contraddistingue sempre i nostri allenamenti, non sia stata pari a quella con cui abbiamo affrontato le ultimissime partite, specialmente quella a Verona – afferma il centro senese dei biancorossi -. Perché sia successo, onestamente non lo so è stato sorprendente anche per me, anche perché non credo che domenica scorsa abbiamo pagato le scorie nervose della battuta d’arresto con Roma, ma davvero, lo dico con convinzione, queste sconfitte non rendono giustizia al lavoro che svolgiamo per tutta la settimana».

Quella che sta per concludersi, è stata di certo ricca di confronti, di aggiustamenti, di ricerca di equilibri. Difensivi e offensivi. «Le squadre di Dell’Agnello si basano sempre sulla ricerca di una solidità difensiva importante e quella di quest’anno non fa eccezione perché la nostra arma principale sarà quella che deriverà dal nostro atteggiamento difensivo. È chiaro, però, che le gare recenti hanno detto che ci sono difficoltà anche in attacco cui il solo talento dei singoli, che è notevole, non può sopperire. Stiamo cercando di trovare le soluzioni per mettere tutti nelle condizioni di sfruttare il proprio potenziale».

Quello quanto meno altalenante dei due stranieri, di Palumbo, Pullazi e Benvenuti. Tutti componenti del nuovo quintetto base: non a caso? «In questo momento noi appartenenti alla vecchia guardia abbiamo anche il compito di dare l’esempio sul campo, non a parole, perché è quello che facciamo lì dentro che detta la strada. Al momento non abbiamo la necessaria compattezza, non per mancanza di volontà».

Cosa serve per ottenerla? «Dobbiamo essere tutti allineati su quello che facciamo in campo, bisogna oliare i meccanismi e la connessione di ognuno di noi sulla stessa lunghezza d’onda. È su questo che lavoriamo ed è così che verremo fuori».

A partire da domani e dall’approccio alla partita con Cento. «Serve una gara orgogliosa e gagliarda. Scendere in campo con energia e determinazione al top non significa aver vinto in partenza, ma essere almeno sulla strada giusta per poterci riuscire».

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