SAN MARINO – Sul libro dei record, da ieri sera, accanto ai nomi di Roberto Gandini, Giorgio Castelli, Roberto Bianchi (due volte) e Carlos Duran, ci sarà anche quello di Federico Celli. Il 25enne bomber riminese ha vinto la Tripla Corona, che per spiegarlo a chi non è particolarmente avvezzo a leggere i numeri, significa arrivare primo nelle tre principali classifiche offensive: media battuta, fuoricampo e punti battuti a casa. Praticamente sei il migliore di tutti quando ti presenti nel box con la mazza in spalla.

E se qualcuno prova a sminuire questo risultato solo spiegando che il campionato di quest’anno non è al livello dei precedenti, bastano i numeri di Celli a spiegare che il record vale eccome: 473 di media battuta, 10 fuoricampo e 36 rbi, oltre ad aver stravinto la classifica delle valide.

«È proprio una gran bella soddisfazione – sottolinea Celli ancor prima di giocare l’ultima partita di regular season – essere accostato a grandi giocatori che hanno vinto la Tripla Corona mi fa particolarmente piacere».

L’ultimo a vincerla era stato Carlos Duran, sempre con la casacca di San Marino e sempre giocando esterno centro. E sempre con le mazze di legno. I due tra l’altro sono stati compagni di squadra a Rimini, nell’anno dell’ultimo scudetto dei Pirati, prima che l’esterno venezuelano fosse tagliato.

Quale classifica le dà più soddisfazione? «Per un battitore di potenza come me, i fuoricampo danno un bel gusto, anche se i punti battuti a casa fanno molto comodo alla squadra».

Tutto questo in un’annata non facile per i battitori che hanno avuto pochissimo tempo per entrare in forma. «Avevo giocato l’ultima partita a settembre, le qualificazioni olimpiche e pur allenandomi con il “T” a casa, l’impatto con le partite e i lanciatori avversari è tutta un’altra cosa. Poi nei primi allenamenti in campo mi sono subito trovato bene, da un paio d’anni il mio giro di mazza si è consolidato».

Si può dire che al di là dei numeri, è il miglior Celli di sempre nel box, disciplinato e decisivo al tempo stesso? «Sulla distanza di sette inning, un battitore ha una media di tre turni a disposizione, non si può sprecare nessun turno, anzi, bisogna approfittare di ogni lancio disponibile. Io quest’anno l’ho fatto».

Ora, alla vigilia della finale scudetto (si parte giovedì sera a Bologna), il vincitore della Tripla Corona avrà tutti gli occhi puntati addosso. «Nelle ultime settimane, ho sempre ripetuto che l’eventuale Tripla Corona sarebbe stata la ciliegina sulla torta di un’annata comunque positiva. Adesso però tutto si cancella, a cominciare dalle statistiche, iniziano i play-off e l’obiettivo è vincere lo scudetto. Personalmente andrò nel box come ho fatto finora, senza pressione, sempre convinto dei miei mezzi».

Un pronostico sulla finale? «Il monte di lancio si equivale, noi e Bologna abbiamo un attacco che batte con regolarità, sarà banale ma credo che come spesso accade, vincerà lo scudetto chi sfrutterà al meglio le occasioni».

Celli si è avvicinato al baseball da bambino, ha provato parecchi sport, anche se ce n’è uno che ha lasciato volentieri alla sorella. «Quando sono stato operato alla spalla lo scorso ottobre, durante la rieducazione ho dovuto anche fare nuoto e ho avuto la conferma che il nuoto (dove Elisa è stata campionessa nazionale, ndr) non è proprio il mio sport».

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