Baseball A, San Marino: parte la difesa del titolo

Due sono le certezze nel baseball italiano. La pioggia che compare puntualmente alla vigilia del play-ball e le parole del giemme di San Marino, Mauro Mazzotti, nel giorno della presentazione della squadra. «Come sempre speriamo di arrivare fino in fondo, di continuare a giocare quando le altre squadre hanno finito». Scherzi a parte, che poi non è neppure uno scherzo, San Marino parte con i favori del pronostico, non fosse altro per il titolo conquistato la scorsa stagione dopo parecchi anni di digiuno. «Chi ha il triangolino sul petto se l’è meritato ed è giusto che parta in pole position. Per vari motivi abbiamo rifatto la squadra per un buon 50%, siamo soddisfatti dei nuovi arrivi e di chi ha continuato a condividere il nostro progetto. Lotteremo su entrambi i fronti».
Oltre a Tiago e Centeno, grandi protagonisti in pedana dello scudetto 2021, San Marino ha salutato due leader carismatici dello spogliatoio. «Parliamo di Albanese (che stasera lancerà la prima pallina, ndr) e Reginato che sono stati tantissimi anni con noi, ma già in passato quando finì il ciclo di giocatori come Tiago, Ramos, Mazzuca, abbiamo avuto il coraggio di voltare pagina. A volte ci si azzecca, altre no. Quest’anno crediamo di aver messo assieme una buona squadra, a San Marino sono arrivate solo prime scelte e credo che quello che è stato fatto nel 2021 possa essere replicato».
In una squadra super completa come assetto difensivo e lunghezza del line-up, cosa verrà aggiunto nella seconda fase? «Chi ci conosce bene, sa che fortificheremo il monte di lancio con il secondo pitcher straniero. Poi vedremo se utilizzare il terzo ‘slot’ per lo straniero, comunque sarà tutto finalizzato a rinforzare la squadra per la seconda fase».
Come sempre, se la cava con un paio di battute il manager biancazzurro Doriano Bindi. «Il nuovo capitano? Non si sa. Chi partirà stasera contro i Falcons? Di Raffaele. I nuovi? Si sono inseriti nel modo giusto, queste prime partite ci servono per entrare in forma, lavoriamo per essere al top quando il campionato sarà più impegnativo e per la settimana di coppa dove si gioca tutti i giorni».
Ma questa formula le piace? «Bisogna accettare le decisioni della federazione, ma io sono per una serie A1 con meno squadre e più partite».
Su questo argomento arriva la chiusura di Mazzotti. «Eravamo arrivati al punto che si faceva fatica a trovare sei squadre per fare l’A1, ora però bisognerebbe fare qualche aggiustamento, anche perché la serie A2 era perfetta come campionato di sviluppo. Adesso si rischia di mandare molti giocatori allo sbaraglio, avrei preferito che le cose fossero fatte per gradi».

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