Baroncini: “Una risposta all’emergenza ma si deve avere una strategia”

La crisi energetica incombe e il Paese reale è costretto a confrontarsi con il rincaro delle bollette, combinato alla coda degli effetti della pandemia e all’aumento del costo delle materie prime legato alla guerra in Ucraina. Ne parliamo con l’Assessore al Coordinamento politiche ed investimenti per la Transizione Ecologica, PAESC. politiche sociali, politiche abitative, protezione civile del Comune di Ravenna, Gianandrea Baroncini, che denuncia «ripercussioni sul costo della vita in ogni ambito e il rischio di mettere in difficoltà fasce sempre maggiori della popolazione. La stessa preoccupazione che riguarda le imprese e il sistema produttivo».

Quali politiche state mettendo in atto politiche per tamponare la situazione?

«Cerchiamo di monitorare ogni segnale relativo al bisogno, come abbiamo fatto per tutto il periodo del Covid, adeguando le politiche di sostegno all’abitare, alla contribuzione economica e così via, fino alle campagne di distribuzione di buoni alimentari. Bisogna dare una risposta immediata all’emergenza, ma anche avere una strategia che ci consenta di prevenire e questo determina la necessità di un’azione urgente del sistema Paese e persino della comunità internazionale, a cominciare dall’Unione Europea. Stiamo sostenendo tutte le iniziative che possono essere messe in campo a fianco del sistema pubblico. Penso ai provvedimenti del mondo bancario o a quello messo in campo da Hera e tradotto nel “protocollo a favore delle utenze deboli” sottoscritto con il nostro Comune».

Dove trovate le risorse?

«Stiamo cercando di mettere in atto un piano di risparmio energetico con molti sacrifici (ad esempio su accensione pubblica illuminazione e impianti, temperature uffici) per provare a non arretrare sui servizi e a tenere libere tutte le risorse locali possibili. Il primo tema con cui dovrà misurarsi il nuovo Governo sarà sicuramente quello di mettere a disposizione risorse ad hoc e piani di sostegno al territorio su larga scala, come durante la pandemia».

C’è collaborazione da parte delle imprese di servizi del territorio?

«La rete associativa e della solidarietà è impagabile: lo è stata prima, durante e dopo la fase acuta della pandemia e anche sulle politiche di “bassa soglia”. Abbiamo appena chiuso il progetto “tutti i bambini e le bambine vanno a scuola” per consentire a oltre 500 ragazze e ragazzi di iniziare l’anno scolastico con tutte le dotazioni indicate dalle scuole. Ci sono poi i filoni di lavoro come il protocollo Hera. Le utenze domestiche, insieme ai canoni di locazione, sono un’importante voce di spesa del bilancio delle famiglie e sono sempre di più i nuclei che faticano a sostenerne i costi. Da tempo sono attivi accordi tra Comune e Hera che riguardano sia le modalità di rateizzazione dei debiti, sia interventi tesi al ripristino delle utenze. Le nuove misure rappresentano un ulteriore passo in avanti verso la tutela delle fasce che rischiano di scivolare nell’emergenza, con opzioni di sostegno ai pagamenti a tutela crescente in funzione della difficoltà delle famiglie, soluzioni per il risparmio energetico e strumenti di comunicazione per costruire consapevolezza».

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