Banche sotto attacco: il novembre nero in Romagna

Da alcune settimane sono in azione i predoni delle banche. Fatta eccezione per il Forlivese, in tutta la Romagna si registrano colpi ai danni degli istituti di credito. Due sono le modalità con cui agiscono i malviventi, sempre di notte: fanno saltare in aria i bancomat oppure portano via le casseforti. Negli ultimi dieci giorni si va alla media di un colpo al giorno. Gli inquirenti da Cattolica a Imola stanno cercando di catturali ma evidentemente non è semplice. Alcuni colpi sono chiaramente collegabili tra loro, altri no. Si spera nella classica mossa falsa o che qualche dettagli venga fuori dalle immagini raccolte dalle telecamere. Intanto la striscia di colpi si allunga, come si può leggere di seguito.

22 novembre Cervia

L’ultimo assalto in ordine di tempo è quello avvenuto nelle prime ore di lunedì all’ufficio postale di Pinarella di Cervia dove i malviventi hanno fatto saltare lo sportello, con l’intera parete dell’immobile sradicata. Bottino da 20.000 euro, indagano i carabinieri. In precedenza, a fine settembre, altri due colpi sono invece falliti, a Ravenna alla filiale della Banca Popolare in via Mattei e alla Unicredit di Lavezzola.

21 novembre Cesena

Credit Agricole di Macerone, via Leone Ginzburg a Cesena. Banditi entrano nello stabile e provano senza riuscirci a far saltare il bancomat. Fuggono senza bottino a bordo di una vettura di grossa cilindrata e di colore bianco.

19 novembre Saludecio

Tre banditi forzano una porta d’emergenza ed entrano nella filiale della Banca Malatestiana di Santa Maria del Piano a Saludecio. Non ci sono però casseforti da portare via a spalla e fuggono a mani vuote.

19 novembre Monte Colombo

La stessa banda composta da tre persone mascherate (il palo-autista non viene mai inquadrato) entra nell’agenzia della Banca Popolare Valconca di Taverna di Monte Colombo da dove esce con un caveau che custodisce 15.000 euro.

17 novembre Mondaino

Tre malviventi, con il volto coperto, dopo aver fatto saltare una serratura con un piede di porco, fanno irruzione alla Banca Popolare Valconca, mettono le mani su una cassaforte sotto al banco della cassa, la fanno strisciare fino all’esterno e dopo averla caricata in auto fuggono: bottino 5.000 euro. Gli stessi malviventi, 90 minuti prima, avevano messo a segno un colpo analogo in un istituto bancario a Padiglione frazione di Tavullia (Pesao-Urbino). Bottino 35.000 euro.

15 novembre Riccione

Sono le 2,30 della notte tra domenica e lunedì quando una batteria composta da tre malviventi, con il volto coperto da passamontagna, fa saltare il bancomat dell’ufficio postale Il Boschetto di viale Veneto a Riccione.

13 novembre Imola

Alle 4.05 del 13 novembre scorso una doppia esplosione aveva svegliato la frazione imolese di Ponticelli. A scoppiare era stato il bancomat della filiale della Banca di Imola nella frazione. La prassi utilizzata è stata quella consolidata: due ordigni artigianali (le cosiddette “marmotte”) fatti esplodere per aprire la cassa continua e prelevare il contante. In questo caso il bottino è stato consistente: circa 40mila euro; ingenti i danni per l’istituto di credito.

5 novembre Cesenatico

Un boato ha svegliato parecchi abitanti della zona di Ponente a Cesenatico. Una banda di ladri ha fatto esplodere un bancomat ed è riuscita a fuggire con meno di diecimila euro, lasciando per terra molte banconote. Molto più ingenti come valore i danni, con la struttura commerciale che è rimasta inagibile. Vittima del colpo la filiale di Riviera Banca in viale Caboto. I tre malviventi hanno fatto esplodere il bancomat intorno alle 3,30 distruggendo praticamente l’ufficio. Ma non sono riusciti a prendere tutti i soldi, perché i carabinieri erano di pattuglia abbastanza vicino e hanno sentito l’esplosione, ma quando sono arrivati sul posto i banditi erano già precipitosamente fuggiti a bordo di una automobile scura, probabilmente una Audi nera. Erano circa undici mesi che a Cesenatico non avveniva l’esplosione di un bancomat: all’inizio dello scorso dicembre un colpo analogo e molto più redditizio era avvenuto nella frazione di Sala.

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