Bancarotta tra Rimini e San Marino, condannati due imprenditori del settore medicale

RIMINI. Tre anni di reclusione. È la pena inflitta ieri in primo grado dal Tribunale di Rimini (presidente Raffaella Ceccarelli) ad Andrea Battarra, 59enne originario di Udine residente a Riccione e a Paolo Bertozzi, 56 anni, riccionese, amministratori di diritto e di fatto di una società attiva nel settore degli articoli medicali, dichiarata fallita dieci anni fa. I giudici hanno invece assolto un 59enne originario di Fano (Pesaro Urbino) risultato estraneo a a ogni addebito («perché il fatto non sussiste»). Altri due indagati della prima ora hanno da tempo patteggiato la pena, sospesa, di due anni di reclusione.

Battarra e Bertozzi, difesi dagli avvocati Paolo Righi e Alessandro Sarti, dovevano rispondere di bancarotta e ricorso abusivo al credito. Avrebbero dissipato un patrimonio di quattro milioni di euro, ma la contestazione riguardava anche la presunta distrazione di somme per tre milioni di euro. Gli imputati avrebbero ripulito l’azienda italiana per rimpinguare i conti di quella, parallela, a San Marino (e viceversa) per procurarsi finanziamenti utili a coprire le falle, liberarsi dagli obblighi nei confronti dei creditori.
Il filone italiano dell’inchiesta (un’altra indagine era stata aperta a San Marino dove aveva sede la società consorella), era stato coordinato dal sostituto procuratore Paolo Gengarelli, lo stesso pm che ha sostenuto l’accusa in aula. L’accusa ha chiesto la condanna dei due principali responsabili del dissesto e l’assoluzione del presunto complice.

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