“Balé burdëli”, musica e ballo popolare in mostra a Savignano

Come una volta, quale maniera migliore di iniziare l’anno in allegria, anzi in musica, tra balli e veglioni? Tutto l’universo del liscio si squaderna, per dirlo alla maniera dantesca, nelle mostre fotografiche di Balé burdëli, dedicate alla musica e al ballo tradizionale romagnolo, in omaggio a Secondo Casadei a 50 anni dalla scomparsa e a Raoul Casadei, recentemente mancato.

La vivace, coloratissima esposizione, allestita ancora fino al 6 gennaio (ingresso libero) presso la rinnovata sede espositiva di Palazzo Don Baronio, Palazzo Vendemini e Vecchia Pescheria, realizzata da Savignano Immagini in collaborazione con il Comune e Casadei Sonora, è articolata in varie sezioni e comprende fotografie di Mario Beltrambini, Margherita Cenni, Daniele Cinciripini, Alessandro Cirillo, Silvia Paolini, Michele Rosata, Andrea Samaritani, Gabriele Serafin, Pier Paolo Zani.

Musica tradizionale da ballo in Romagna e fotografia sono un connubio che a Savignano ha visto – a partire dal 2006 – la nascita del centro di documentazione e ricerca Liscio@museum, con varie pubblicazioni sul tema. Componente dello staff di lavoro, il fotografo ferrarese Andrea Samaritani, prematuramente scomparso nel 2020, realizzò tra il 2004 e il 2010 una ricerca fotografica, estesa e capillare, sui numerosi aspetti dell’universo del liscio. Uno dei nuclei fotografici più significativi del Liscio@museum, insieme alla documentazione, unica per vastità e rilievo, della Casadei Sonora, una cui selezione è esposta in mostra, sono le immagini inedite che Marco Pesaresi scattò negli anni Ottanta e Novanta. Nel liscio il compianto fotografo riminese individuò un aspetto peculiare e distintivo, le sfumature, le contraddizioni e la voglia di essere protagonisti e di apparire dei romagnoli, qui spinti dal demone del divertimento, del ballo, della musica.

Il percorso espositivo si completa con immagini dall’archivio di Palazzo Vendemini e dagli archivi dei fotografi che gravitano attorno all’Associazione Cultura e Immagine e al Si fest. Un viaggio in un universo dotato di un proprio vocabolario iconografico forte, una gestualità definita da ruoli precisi, una suddivisione degli spazi che tende a mescolarsi e a mutare, dove il tempo destinato al divertimento si ferma, restando come sospeso.

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