Bagno di Romagna, vertenza per danni per serra distrutta

Il maltempo del febbraio-marzo 2018 ha provocato danni ad aziende agricole d’Alto Savio, ma per alcune di queste, tre anni dopo, il rimborso dei consistenti danni continua a mancare. Come nel caso della società agricola gruppo associato Olmo sas, che dopo aver segnalato in data 13 marzo 2018 i danni subiti al Servizio Agricoltura della Provincia, attraverso la società di servizi Impresa Verde Romagna srl, lamenta di non aver più avuto notizie.

I danni subiti sono stati notevoli. Una ampia serra situata in località Batocco (circa 1.000 mq regolarmente accatastati) per produzione di ortaggi e floricoltura, attrezzata con motorini per aperture laterali e della copertura e con riscaldamento, è crollata a causa di «eccesso di neve, galaverna e piogge persistenti». Così ha segnalato la ditta al Servizio Agricoltura, tramite Impresa Verde, con lo scopo di chiedere le provvidenze previste dalla legge. Tra il danno per la struttura, quello subito dalla produzione e altro si oltrepassano i 100.000 euro.

«Da quella data non abbiamo più avuto notizie – racconta Paola Gregori, collaboratrice del Gruppo Olmo – fino a quando ad aprile 2019, dopo aver chiesto informazioni sulla pratica, veniamo a sapere che Impresa Verde non aveva mai presentato domanda di contributo. È saltato fuori che nel settembre 2018 era stata mandata alla pec dell’azienda, gestita da Impresa Verde Romagna, una comunicazione della quale non siamo mai stati informati. Il Servizio Territoriale Agricoltura ci informava che la zona dove era collocata la serra rientrava nelle aree individuate come aree beneficiarie dei rimborsi. Ma il termine per le domande, ormai ampiamente scaduto, era quello del 3 ottobre 2018». A questo punto il Gruppo Olmo ha cercato chiarimenti. In una comunicazione ricevuta da Impresa Verde a maggio 2019 la società di servizi dichiara che da segnalazione danni e fotografie allegate «l’evento calamitoso che ha causato il collasso della struttura è l’eccesso di neve» e che quindi le provvidenze non potevano essere richieste visto che le calamità riconosciute dalla legge erano solo le piogge persistenti del febbraio-marzo 2018. Ma il gruppo associato Olmo sostiene che, al di là della neve, sono state proprio le piogge persistenti e il cosiddetto “gelicidio” a determinare l’appesantimento che ha portato al crollo e ribadisce comunque che la comunicazione della Regione individuava l’area in cui si trovava la serra come una di quelle ammissibili. Il 23 settembre 2019 i legali chiedono a Impresa Verde il risarcimento dei danni provocati per «l’inadempimento contrattuale nel servizio di gestione della casella di posta elettronica e comunque per la mancata e/o inadeguata attività di consulenza e assistenza in favore della società agricola associata di Impresa Verde Romagna – Coldiretti». Da allora non risultano altre comunicazioni ufficiali e la vicenda ha tutta l’aria di prendere la strada del Tribunale.

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