Bagno di Romagna, opere anti-siccità: invaso e gronda

Continuano gli studi sulla risorsa acqua e della sua disponibilità nel futuro, promossi in particolare da Romagna Acque. I cambiamenti climatici, con la previsione di riduzione della disponibilità di acqua da un lato e maggior richiesta dall’altro, disegnano uno scenario molto critico. Urge muoversi, considerati anche i tempi lunghi necessari per interventi infrastrutturali. Le ipotesi vanno dalla realizzazione di nuove gronde che portino ulteriore acqua al lago di Ridracoli a nuovi invasi. Il docente dell’Università di Bologna Armando Brath, a un convegno promosso da Romagna Acque, che si è tenuto martedì scorso a Rimini, sul sistema idrico, ha accennato a qualche novità che può coinvolgere il territorio di Bagno di Romagna. Tanto per cominciare, non si è fatta alcuna menzione dell’ipotesi di un invaso al Fosso del Capanno, nella valle dei Mandrioli, di cui si era parlato negli anni recenti. Sono invece allo studio sia l’ipotesi di una gronda che incanali nuova acqua verso il lago di Ridracoli dal versante di Casanova-Strabatenza, che l’ipotesi di un nuovo invaso “gemello” di quello di Ridracoli, da localizzarsi nel bacino del Bidente di Pietrapazza-Strabatenza, di fatto nella valle di Pietrapazza.

Ha partecipato al convegno il sindaco Marco Baccini, che ha sottoscritto insieme ai colleghi di Ravenna, Rimini, Cesena, Forlì, Santa Sofia e Premilcuore un documento sulla gestione della risorsa idrica, consegnato all’assessora regionale Irene Priolo. «Chiediamo il sostegno e la partecipazione della Regione – spiega il primo cittadino del Comune di Bagno di Romagna – nell’adozione di un programma per garantire disponibilità di acqua per il nostro territorio». Gli interventi previsti vanno – prosegue il sindaco – «dalla riduzione delle perdite degli impianti alla realizzazione di due nuovi canali di adduzione che alimentano la diga di Ridracoli, al miglioramento del sistema di adduzione del fiume Po, fino alla previsione, se necessaria, di nuovi invasi». al.me.

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