Bagno di Romagna, mucche maltrattate: rimborsi dopo 4 anni di cure

La cooperativa “Fare del bene” ha fatto del bene non solo agli umani, ma anche a una cinquantina di mucche, visto di cui si è occupata quattro anni fa. Ma solo ora giungono le risorse per pagare i costi della custodia e sono insufficienti. Pareormai conclusala complessa vicenda del sequestro di una mandria di bovini da parte del tribunale di Forlì, con successiva assegnazione al sindaco di Bagno di Romagna. Però l’intero recupero delle spese sostenute per fare fronte all’emergenza si è rivelata difficoltosa. L’11 aprile 2017 fu emesso un provvedimento giudiziario di sequestro preventivo dell’allevamento di un’azienda agricola di Crocesanta, per il cattivo stato di manutenzione delle stalle e di alcuni capi di bestiame. Gli animali furono affidati all’Asl Romagna, che fu autorizzata ad avvalersi di personale della cooperativa “Fare del bene” di Galeata. Il 22 novembre, con un provvedimento di confisca da parte del tribunale, 56 mucche furono affidate al sindaco di Bagno di Romagna, che dal 12 dicembre 2017 ne divenne quindi il custode. Ma essendo al massimo in grado di occuparsi di un cavallo, un cane e qualche gatto di colonia felina, e vista «l’assenza di specifiche professionalità all’interno dell’ente comunale», Marco Baccini comunicò subito al tribunale che la gestione della mandria avrebbe continuato ad essere affidata alla “Fare del bene”, alle stesse condizioni stabilite per la gestione in capo all’Ausl. Visto che il tribunale di Forlì aveva disposto la vendita della mandria attraverso l’Istituto Vendite Giudiziarie e al Comune risultava che fossero stati incassati «oltre 20.000 euro», il 17 settembre 2018 l’amministrazione chiese al giudice di liquidare le spese sostenute. Nel dettaglio, per la “Fare del bene” l’onere complessivo fu quantificato in 21.790,38 euro Iva compresa. Ma con decreto del 29 gennaio 2019, per le spese di custodia e accadimento degli animali e per la pulizia di locali e servizi, il tribunale ha assegnato una somma complessiva molto inferiore: 8.000 euro. La giunta comunale ha allora presentato ricorso in opposizione al decreto di liquidazione delle spese, notificato al Ministero della Giustizia presso l’Avvocatura di Stato di Bologna e alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Forlì. Il 30 giugno 2020, il giudice ha rideterminato la somma assegnata per la custodia della mandria in 18.301 euro, dei quali 12.639 da devolvere alla “Fare del bene”. Ma solo nei mesi scorsi la “Fare del bene” ha ricevuto direttamente dal tribunale i 12.639 euro riconosciuti e in questi giorni il Comune ha deciso di procedere al versamento alla cooperativa anche dei restanti 5.660 euro che gli erano stati liquidati dal tribunale.

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