Bagno di Romagna, camion ai Mandrioli: duello sullo stop

La strada dei Mandrioli «non è in grado di sopportare il traffico dei mezzi pesanti». Lo aveva dichiarato con molta nettezza il sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini, l’11 settembre scorso, commentando lavori in corso lungo il versante romagnolo e riferendosi al transito di mezzi con peso superiore alle 3,5 tonnellate. Ora arrivano dalla Toscana le prese di posizione dei suoi colleghi di Bibbiena e di Poppi e della presidente della Provincia di Arezzo, Silvia Chiassai Martini, tutti preoccupati per «gli ingenti danni economici» che la chiusura della strada provocherebbe alle aziende dell’aretino. I punti di vista appaiono ormai in radicale contrapposizione, e comunque la Provincia di Forlì-Cesena, dove Baccini da dicembre ricopre la carica di delegato alla montagna, continua a consentire il transito anche ai mezzi pesanti, a meno che non ci sia neve o ghiaccio.

Le preoccupazioni in Toscana

Chiassai Martini, dopo gli interventi dei sindaci di Bibbiena e di Poppi, si è rivolta al prefetto di Arezzo e al presidente e all’assessore competente della Regione Toscana. «La strada riveste una fondamentale importanza per il territorio casentinese e il danno conseguente alla chiusura al traffico sarebbe di proporzioni difficilmente quantificabili per la vallata», ha evidenziato, secondo quanto riportato su www.saturnonotizie.it. Riconosce che il tratto di strada del versante romagnolo presenta dei problemi, «ma la soluzione non può essere l’interdizione completa al traffico pesante, bensì è necessario un intervento che destini investimenti urgenti per la messa in sicurezza della strada o un progetto per la viabilità alternativa». Perciò si è «rivolta alle autorità competenti perché, in accordo anche con le istituzioni della Regione Emilia-Romagna, si possa trovare tutti insieme la migliore soluzione a vantaggio dei territori senza ripercussioni sull’economia e la qualità della vita dei cittadini».

La linea di Baccini

Baccini aveva sottolineato che «la strada non può sopportare ancora a lungo il traffico dei mezzi pesanti, se non a scapito di danni e cedimenti irreparabili. Anche il più dispendioso intervento di manutenzione non durerebbe più di un anno. È difficilmente comprensibile che si investano ingenti risorse pubbliche per la messa in sicurezza e dall’altra continuino a transitare autoarticolati che ad ogni curva invadono necessariamente tutta la carreggiata, rappresentando un continuo e grave pericolo per la sicurezza stradale. Mi dispiace per le aziende toscane – aveva concluso – che saranno costrette a fare un giro più lungo anche se sicuramente più agevole». Intanto, il Comune di Bagno di Romagna ha inserito nella lista dei grandi progetti futuri, da finanziare magari grazie al Pnrr, anche il progetto di un nuovo collegamento con Badia Prataglia-Soci e con la Valle del Casentino, ma al momento appare più che altro un titolo “pro memoria”.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui