Bagnara, si prepara il Popoli pop cult festival

Inizia a prendere forma la quattordicesima edizione del Popoli pop cult festival di Bagnara di Romagna, l’iconico appuntamento con le culture e la gastronomia del mondo più conosciuto e più atteso di tutta la regione.

Nei giorni in cui sono proprio due popoli a farsi guerra la kermesse di Bagnara pensa a come poterli unire, come ha sempre fatto ogni anno.
Russia e Ucraina
L’edizione del 2017, peraltro, era dedicata alla Russia: s’intitolava “Terre di Zar” ed erano tante le mostre dedicate a quei luoghi e quelle tradizioni, culinarie e non. Tuttavia quest’anno sarebbe inopportuno accettare l’eventuale richiesta di partecipazione di uno stand gastronomico russo.

«Una tale proposta sarebbe da valutare molto scrupolosamente – spiega il sindaco Romagna, Riccardo Francone –. Nessuna preclusione, ma la finalità dovrebbe essere quella di unire e quindi ad oggi non ci sono le condizioni. Il nostro festival è aperto a tutti, proprio perchè ispirato alla pace tra i popoli e questa deve essere l’auspicio e l’obiettivo. Negli anni non abbiamo mai avuto uno stand con le specialità culinarie dell’Ucraina, però se un’associazione volesse proporsi sarebbe sicuramente bello e meritevole di attenzione».


L’edizione di quest’anno, che verosimilmente potrebbe tornare ad avere le capienze pre pandemia, sarà dedicata ai Balcani, a 30 anni dai grandi sbarchi dell’esodo albanese verso le coste italiane: «Abbiamo una bellissima comunità albanese a Bagnara di Romagna, ben integrata e attiva nella vita della comunità, nonché nel festival – dice Francone –. Ci è sembrato giunto il momento di ricordare questo anniversario, di approfondire le storie di uomini e donne che hanno cercato una nuova opportunità in Italia, senza dimenticare le loro radici. Sarà un’occasione in più per approfondire la conoscenza reciproca tra le nostre culture che nelle nuove generazioni vivono ormai una piena integrazione».

“Popoli” durerà quattro giorni, dall’1 al 4 settembre: «Anche quest’anno abbiamo posticipato le date, sempre a causa delle incertezze generate dalle normative contro la pandemia – spiega in proposito il primo cittadino –. Per organizzare questa festa serve una lunga preparazione e confidiamo che il quadro generale sia più chiaro nei prossimi mesi di quanto non lo sia stato durante l’inverno».

«Siamo al lavoro per cercare spettacoli, gastronomie e mostre che possano proporre un vero e proprio viaggio alla scoperta della penisola balcanica così ricca di storia, culture, popoli e spiritualità diverse tra loro – afferma Massimo Bellotti, direttore artistico del festival –. Un territorio cerniera tra est e ovest, oriente e occidente, Europa centrale e mediterranea, dove la musica e le danze esaltano le singole identità culturali».

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