Bagnara, la fidanzata lo lascia: cerca di bruciare la moto del nuovo compagno

Mollato dalla fidanzata, ha trovato nel presunto nuovo compagno della ex il capro espiatorio contro il quale sfogarsi, incolpandolo per la propria delusione d’amore. La vendetta? Decine e decine di messaggi, fra insulti e minacce, unite al tentativo di bruciare la moto del “rivale” con un accendino, fortunatamente neutralizzato dal telo che la ricopriva, interamente bagnato.
Episodi avvenuti nel 2020, che sono costati a un 50enne il processo per minaccia e danneggiamento e sono tutt’ora fonte di un incubo quotidiano per la vittima. Ieri all’udienza di fronte al giudice monocratico Tommaso Paone, il destinatario delle rappresaglie dell’imputato – parte civile con l’avvocato Barbara Liverani – ha raccontato quanto accaduto nell’estate del 2020, riferendo che, nonostante il procedimento penale sia tuttora in corso, tali atteggiamenti aggressivi non accennano a diminuire.
«Mi ha completamente rovinato la vita», ha spiegato la parte offesa, sentito come teste. Fra gli episodi contestati dalla Procura, rappresentata in aula dal vice procuratore onorario Marianna Piccoli, il più grave risale al 27 giugno di ormai tre anni fa. «Ha provato a bruciare la mia moto davanti a un parco per i bambini. Se vedeva me che cosa sarebbe accaduto?, ha chiesto il teste.
Il capo d’imputazione cita le frasi che stando all’accusa sarebbero state scritte dal 50enne via messaggio. “Sto arrivando a Bagnara, ti faccio male, o esci o gli do fuoco”. Si riferiva alla moto della parte offesa, usata come ostaggio per avere un confronto faccia a faccia. E proprio il veicolo sarebbe stato bersaglio di un tentativo di incendio con un accendino.
Ad avere la peggio sarebbe stato il telo che la copriva, umido a sufficienza per impedire che l’incendio si propagasse. Alla fine a bruciare era stato solo un lembo di 30 centimetri.
Altrettanto espliciti anche i restanti messaggi inviati dall’imputato, difeso dall’avvocato Cristiano Zannoni: “Tossico con l’epatite virale, fatti trovare, ti ammazzo”, “adesso passi i guai, guardati le spalle”, “adesso ti vengo a prendere, ti faccio la pelle”.

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