Bagnacavallo, il Consiglio comunale avvia l’iter per la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini

Bagnacavallo
  • 08 ottobre 2026

Approvato dal Consiglio comunale l’iter per la revoca della cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini. Quello che aveva già fatto l’Amministrazione comunale di Cotignola il 10 aprile scorso, in occasione dell’81° anniversario della Liberazione. In quel caso, peraltro, con un voto che aveva trovato tutti concordi, essendo l’unica realtà della Bassa Romagna in cui non è presente nessuno all’opposizione, colpa di una maldestra – o mal destra – operazione tardiva che non aveva consentito la candidatura di nessuno.

A Bagnacavallo invece la maggioranza di centrosinistra ha votato compattamente per quell’ordine del giorno mentre diametralmente opposto è stato il voto della compagine di centrodestra, Fratelli di Italia e della omonima lista capitanata da Diletta Principale, contrari rispettivamente «perché la storia non deve essere cancellata» e «poiché la cittadinanza decade con la morte, la revoca è un atto politico inesistente».

Lo rivendica eccome invece il Partito Democratico bagnacavallese, fiero di aver ottenuto questo risultato: «A cento anni dalle leggi fascistissime, riteniamo corretto e doveroso affrontare anche questo tema, non per cancellare la storia, ma per conservarla e tramandarla, e interrogarci sul significato che oggi le istituzioni attribuiscono ai riconoscimenti del passato».

Tuttavia, nella storia più recente a Bagnacavallo ci fu un grintoso Benito che prese la parola guardando dall’alto il suo popolo: fu il presidente del Borgorosso Football Club, Benito Fornaciari, nome scelto per richiamarne un po’ quella sagoma mussoliniana sulla quale giocava molto, in perfetta antitesi con il pensiero comune. Una delle scene più bizzarre dell’omonima commedia cinematografica del 1970 interpretata da Alberto Sordi è quella del discorso alla sua folla - con toni e atteggiamenti inequivocabili - dal balcone di Palazzo Graziani a Bagnacavallo: da un lato un “duce“ ridicolizzato, dall’ altro, quando la cinepresa lo immortala da dietro, con una gonnellina da ballerina.

Tutto da ridere, al contrario della serietà del tema affrontato martedì sera nella sala consiliare. Di revoche, peraltro, se ne discuterà presto anche in altri consigli comunali.

«Consideriamo fondamentale che questo percorso non si esaurisca nella revoca dell’onorificenza – proseguono i Dem - ma si accompagni a un momento di memoria e di approfondimento storico rivolto alla cittadinanza e, in particolare, alle nuove generazioni. La revoca rappresenta un atto di coerenza con la memoria democratica della nostra città. Ma esiste anche una ragione di attualità: in un momento nel quale riemergono nostalgie e idee che richiamano dittature del passato le istituzioni hanno il dovere di mantenere netta la distinzione tra la libertà di espressione e la riabilitazione politica e culturale di un regime che quella libertà ha soppresso».

Un pensiero condiviso anche dall’Anpi di Bagnacavallo: «Un atto dal forte valore simbolico, perché i simboli hanno un peso, soprattutto quando appartengono alle istituzioni e raccontano i valori nei quali una comunità sceglie di riconoscersi. La revoca della cittadinanza non significa cancellare la storia che invece va studiata, raccontata e tramandata. L’avvio di questo percorso non deve essere considerato un punto di arrivo, ma un’occasione per conoscere meglio ciò che è accaduto e per consegnarne la consapevolezza alle nuove generazioni». A.CASA.

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