Addio a Dj Mozart: le note della sua hit “Can we live” davanti alla chiesa di Boncellino VIDEO GALLERY

BONCELLINO. Dentro tutto pieno e fuori altrettanta gente in fila desiderosa di entrare. Un po’ come è sempre stato quando lui suonava alla Baia degli Angeli, la discoteca cult di Gabicce che lo ha consacrato come miglior dj di sempre.

Ieri mattina però in console non c’era il Mozart disc jockey bensì il parroco della piccola e affollata chiesa di Boncellino nella quale si è celebrato il funerale di Claudio Rispoli, deceduto giovedì mattina all’età di 67 anni dopo una lunga malattia.

Ma per l’ultimo saluto la colonna sonora è troppo importante, soprattutto per chi della musica ha fatto la sua vita. Con buona pace del più datato compositore austriaco da cui scaturì il suo nome d’arte, e col quale spesso condivideva anche l’espressione, il vero requiem di Mozart ieri mattina è stato uno dei suoi più grandi successi come produttore discografico, quella “Can we live” dei Jestofunk che, vibrando sul feretro, ha concluso la cerimonia davanti ad un nutrito pubblico. Oltre ai familiari, i tantissimi amici e colleghi con cui il “Mozart dei vinili” aveva fatto ballare centinaia di migliaia di persone nei suoi quasi 50 anni di carriera - gli stessi che lo legavano alla moglie Rita - dai locali della Riviera romagnola, in primis la sua Baia di quegli angeli un po’ più peccaminosi dei celestiali, a tutte le altre storiche discoteche sparse un po’ ovunque come Thriller, Much More, Typhoon, Goody Goody, Vinavil e Chicago.

Un mondo che non c’è più, di cui ieri però sembrava esserci una reunion dei principali attori. Nella piccola frazione di Bagnacavallo, infatti, non si erano mai radunate così tante persone, molte delle quali hanno dovuto percorrere ore di strada per esserci.

C’è anche chi, proprio per ricordare quell’epoca, ha tirato fuori dal garage e lucidato le Citroën iconiche, quelle che riempivano il parcheggio della Baia e le strade adiacenti, come una bella Pallas, “lo squalone”, e la più divertente Ami 6. La maglietta personalizzata dell’Inter - di cui era accanito tifoso - che gli aveva regalato il nipotino Edoardo è rimasta per sempre con lui nel feretro, forse anche a ricordargli quei maldestri calci al pallone quando giocò nella Nazionale Dj.

Un suo vero tifoso invece ha voluto omaggiarlo con un maxi ritratto che ha donato ai familiari e che è stato esposto nelle ultime fasi della cerimonia, contornata di applausi e occhi lucidi schermati dagli occhiali che un insolito sole poteva scusare.

Questo l’addio a Mozart, il dj che per mezzo secolo ha indossato con stile il nome di un mostro della musica classica, ma che al contrario mai e poi mai ha proposto la classica musica.

Ma il sabato per i veri dj non può che essere una nottata di festa e quindi i tanti colleghi presenti sono andati via col sorriso pensando già a cosa dedicargli in console poche ore dopo, uno dei suoi pezzi o un saluto da improvvisati vocalist.

Saranno sempre loro a spegnere il giradischi e saranno loro a non spegnere mai il suo ricordo. Un genio della console che dopo aver fatto ballare tutti sulla terra non poteva che puntare al cielo.

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