Bagnacavallo, torna la schiuma maleodorante nel Fosso Vecchio

Da oltre un anno nel Fosso Vecchio, corso d’acqua che scende da Faenza verso Bagnacavallo e attraversa il suo territorio, scorre con una certa frequenza una maleodorante schiuma biancastra. Caso su cui lo scorso luglio è stata aperta un’inchiesta, mentre in autunno si è tenuta una riunione allargata anche ad Arpae e Consorzio di Bonifica per analizzare la situazione e trovare possibili soluzioni. Ma il problema sembra persistere. «Il fatto – come precisa l’ecologista Luisa Babini – è stato più volte denunciato ma senza successo poiché all’atto pratico non succede mai nulla, cioè la schiuma continua a scorrere indisturbata». Tra l’altro l’acqua del Fosso Vecchio viene utilizzata dai coltivatori diretti e dai proprietari dei fondi agricoli della zona per l’irrigazione delle loro colture. I contadini che utilizzano quelle risorse idriche sono provvisti di regolari autorizzazioni per la captazione di acqua per la quale pagano il dovuto agli enti preposti ma spesso si ritrovano nell’impossibilità di poterla utilizzare per irrigare, poiché non si conosce né l’origine né la composizione della schiuma (alcuni di loro usando quell’acqua avrebbero perso il raccolto), il cui odore nauseante crea problemi anche a chi abita nelle vicinanze e a chi passa in bicicletta o a piedi nella zona, inserita in un itinerario utilizzato per passeggiate salutari. «Mi chiedo – sottolinea la Babini – perché questa situazione, denunciata più e più volte, non abbia ancora trovato una soluzione. Vi sono molti enti preposti ai controlli ambientali, rivelatisi, a mio parere, sempre molto efficienti come ad esempio Arpae o gli uffici ambientali dei vari Comuni. Come mai rispetto a questo disastro ambientale passano i mesi, poi gli anni, senza un intervento di controllo e di verifica e la schiuma continua a scorrere indisturbata? Di fronte ad una situazione del genere, viene da riflettere se siamo un Paese ecologista solo a parole. Frequentando spesso quella zona, invierò una nota con allegate foto sia ai tecnici-responsabili di Arpae che al sindaco di Bagnacavallo al fine di attivarsi per ovviare a questa situazione». A.R.G.

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