L'omaggio a Ivano Marescotti alla camera ardente. La moglie: "Una partecipazione che mi riempie il cuore" - Gallery

Ha aperto alle 14 la camera ardente di Ivano Marescotti nella Sala Oriani dell’ex convento di San Francesco a Bagnacavallo in via Cadorna 14. La salma dell'artista è affiancata dal gonfalone del Comune di Bagnacavallo e da un monitor in cui scorrono le immagini dei suoi popolarissimi monologhi, oltre a spezzoni dei tanti film in cui ha lasciato il segno con il suo talento. La camera ardente oggi sarà aperta fino alle 18, mentre mercoledì sarà possibile dare l’ultimo saluto all’artista dalle 10 alle 15, orario in cui si terrà un commiato con il ricordo pubblico di persone vicine a Marescotti, prima della partenza del feretro – prevista per le 16.30 – in direzione di Ravenna per la cremazione.
Non ci sarà una cerimonia religiosa, ma un commiato laico che rispetterà le volontà dell’attore.
Verranno raccolte offerte per lo Ior.
Marescotti lascia la figlia Iliade, nata da un precedente matrimonio. Nel 2009 aveva perso il suo primogenito Mattia, anche lui purtroppo vittima di un tumore a soli 44 anni.

Per tutto il pomeriggio di ieri centinaia di persone si sono recate alla camera ardente allestita nella Sala Oriani dell’ex convento di San Francesco. Un viavai di amici e conoscenti desiderosi di avvicinarsi a quel feretro e omaggiare l’attore, l’amico o semplicemente il compaesano. Da un lato le bandiere delle diverse sezioni dell’Anpi, per cui lui aveva fatto tanto (era iscritto a quella di Villanova e aveva da poco girato un sketch promozionale), e dall’altra un monitor in cui andavano in onda alcune scene di spettacoli o pellicole in cui “romagnoleggiava” come solo lui sapeva fare, strappando risate e piccoli sospiri, asciugando le lacrime con le parole. Un bel modo per riviverlo in quelle decine di minuti in cui ci si tratteneva prima di lasciare il posto ad altri. «Questa partecipazione mi sta riempendo il cuore – ha commentato la moglie Erika Leonelli -. Tutte le persone che arrivano per salutarlo e ricordarlo sono molto commosse e hanno una bella parola per lui. Quando ho scelto di mettere i video accanto al feretro l’intenzione era proprio quella di poter fare sentire la sua voce. Lo stanno apprezzando tutti perché è come avere Ivano qui con noi». Poi c’è quel dialetto romagnolo che riecheggiava un po' ovunque, dai suoi monologhi nel video ai tanti commenti di chi passa a salutarlo. Tanti come chi lascia un commento accanto alle offerte. Ma c’è anche chi, come Carlotta, essendo cresciuta nella sua Villanova, lo fa nel verace dialetto romagnolo, perché vada dritto al cuore: “Mo gnit, at voj sol di’ un quel… Grazie”. Non c'è bisogno di tradurlo. A lui piacerebbe così.

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