Baccini: «Agiamo ora o l’acqua in Romagna sarà un problema»

Quando parla di siccità e di come garantire un futuro alle risorse idriche della Romagna anche in questo contesto climatico, Marco Baccini, sindaco di Bagno di Romagna delinea un quadro piuttosto chiaro. Nell’affrontare il tema tiene assieme presente e futuro: nel presente ci sono le politiche per incidere sui comportamenti e gli investimenti sull’ammodernamento della rete idrica, nel futuro un nuovo invaso, sul modello di Ridracoli.

Parte dall’oggi consapevole che, per quanto ritenga fondamentale avere anche uno sguardo a lungo termine, «quello su un futuro nuovo invaso è un discorso di prospettiva, che risolve il problema contingente». Due gli ambiti su cui, secondo Baccini, bisogna invece lavorare ora: «Il primo è quello dell’educazione civica», e chi si immagina si riferisca “solo” al lavoro di educazione nelle scuole sbaglia. «Dobbiamo fare leva sull’educazione, insegnando comportamenti responsabili nell’uso della risorsa idrica, ma anche introdurre regole e tariffe che incentivino o sanzionino comportamenti virtuosi e sbagliati. Disincentivare comportamenti che sappiamo già essere sbagliati, incentivare e premiare tutte le azioni di riuso ad esempio delle acque piovane. Sembrano solo teorie, azioni marginali, ma il risparmio idrico parte anche da qui».

Poi arriva al nodo infrastrutturale: «La vetustà della nostra rete e la conseguente dispersione idrica è un problema che conosco sin dal mio primo giorno da sindaco, e prima di me lo conoscevano gli amministratori che mi hanno preceduto negli ultimi decenni. Abbiamo multiutility che fanno fatturati milionari, e che sono partecipate pubbliche. Dobbiamo indicare le priorità e finanziarle. Intervenire sulla rete idrica è la cosa da fare subito».

Il tema del nuovo invaso è il tema che affronta per ultimo, lo aveva già fatto in passato: «Avevo già scritto su questo tema, ho ricevuto attacchi da tutte le parti, dal Cai, dagli ambientalisti… Non ho replicato perché sapevo che sarebbe stata la realtà dei fatti a farlo per me». «L’emergenza di queste settimane – prosegue – ha reso il problema ancor più evidente, soprattutto al nord. Dobbiamo agire adesso, gli invasi non risolvono il problema contingente, ma è adesso che dobbiamo prendere la decisione di farne uno nuovo, altrimenti nel 2030 avremo un serio problema con l’acqua e allora chi oggi è contro per partito preso dovrà renderne conto». Per Baccini l’esperienza della diga di Ridracoli dimostra che gli invasi possono essere anche «un’opportunità per la Romagna. Ridracoli dimostra come un invaso di quel tipo ha qualificato un parco anche dal punto di vista turistico, se l’acqua di Ridracoli è così buona è anche perché è in un contesto incontaminato. Non è vero che un invaso a prescindere deturpa il territorio». La necessità di investimenti infrastrutturali straordinari è un punto fermo per Baccini, che però chiarisce: «Dove e come farlo, non è una decisione che spetterà al sindaco di Bagno di Romagna, saranno i tecnici a darci queste risposte». «Abbiamo la fortuna di vedere il problema – conclude – dobbiamo avere la responsabilità di agire».

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