LUGO. In ballo c’è il divertimento e il lavoro di molte persone, anche se forse sarebbe più corretto dire nel ballo. Proprio così, le stringenti norme contro il diffondersi del Covid hanno imposto il divieto assoluto di muoversi a tempo di musica, quello che in gergo tutti chiamano ballo. Questo significa la chiusura forzata delle discoteche, che certo non se la passavano poi così bene. Nel periodo estivo qualche locale open air ci ha provato, con risultati mediocri; va peggio per i locali invernali, quelli al chiuso. Il Baccara di Lugo è forse uno dei più famosi e gloriosi ma rischia di veder saltare – ma non a tempo di musica perché non si può – la stagione.

Lo sa bene Mattia Malpassi, un giovane imprenditore di Lugo, che a soli 31 anni ha l’onere e l’onore di gestire quell’iconica discoteca che, assieme ad altri soci, ha in affitto dal 2016.

Si ricorda le ultime serate danzanti in questo 2020?

«Risalgono al 15 febbraio, quella per i più giovani organizzata dallo Staff Enjoy Network, e al 22 febbraio quella dedicata agli over 30».

Come era impostato il vostro calendario?

«La nostra programmazione classica mensile alternava due venerdì dedicati a un target dai 20 anni in su, due sabati per il pubblico più giovane e infine un sabato al mese con la cena, per gli over 30. Inoltre c’erano diverse one night spalmate nei mesi, come il Retro Party».

Il vostro locale a quante persone dava lavoro?

«Veramente tante. Tra dj’s, baristi, camerieri, promoters, performers, addetti alla sicurezza e impiegati più di 50 persone a sera; in più c’è tutto l’indotto, dalla tipografia al noleggio costumi, per finire ai bar delle colazioni post serata».

Dopo tutte le limitazioni che il settore della nightlife ha dovuto subire, avete ancora voglia di far divertire gli altri?

«La voglia di ripartire ovviamente si fa sentire, anche se stiamo vivendo una situazione surreale. Ho scelto di fare questo lavoro per passione ancor prima del business, di conseguenza quello che mi manca maggiormente è non poter organizzare e comunicare le nostre serate come abbiamo fatto per tanti anni».

Avete già pensato a cosa fare del Baccara nei prossimi mesi?

«Sinceramente i nostri pensieri per la stagione invernale non sono positivi. Siamo una discoteca e vogliamo fare ballare: non ci sono, ad oggi, le condizioni né economiche né pratiche per snaturare il nostro prodotto».

Il prossimo 7 ottobre dovrebbe uscire un nuovo Dpcm; cosa sperate?

«Non mi aspetto nulla di migliorativo, anzi; solo dopo quel giorno valuteremo cosa fare. Per fortuna la nostra proprietà si è dimostrata ancora una volta seria e affidabile, capendo il momento difficile, senza metterci in ulteriori difficoltà».

Molti locali da ballo hanno trasformato le loro piste in tavolate in cui cenare divertendosi, cantando tra le pietanze; voi ci avete pensato?

«Si sente molto parlare dei dinner show, della possibilità di ripensare e riadattare le strutture; una conformazione ibrida tra un ristorante e un club per il nostro locale non sarebbe una soluzione facilmente percorribile, sia per i costi che per la logistica. Ad oggi, purtroppo, l’ipotesi con la percentuale più alta, ahimè, è quella di non riaprire finché le cose non cambieranno».

La vostra clientela vi starà chiedendo se e quando potranno tornare a ballare sulla vostra pista?

«Il mio pensiero in questo periodo è rivolto a tutti i nostri clienti, a tutte le persone e staff che lavorano con noi, insomma a tutte le persone che giravano attorno alla nostra orbita. Siamo dispiaciuti di non poter offrire i nostri servizi e rivederli divertirsi».

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