Una pinna in carbonio speciale, prodotto sammaurese al cento per cento, all’Olimpiade di Parigi del 2024 e in anteprima ai giochi giovanili del 2020. Azienda sammaurese in piena produzione per far fronte a richieste da tutto il mondo, quale fornitore ufficiale.

Tutto nasce dalla Sab Heli division srl di San Mauro Pascoli, che oggi ha sede nella zona artigianale di San Mauro Mare in via Guido Rossa 7-9. L’azienda è nata nel 2011 con una produzione di pale per elicotteri radiocomandati e droni, sempre in materiale carbonico. Da quattro anni l’introduzione della nuova produzione di pinne in carbonio per il Kitesurf. La produzione è orientata per il 96 % all’estero, con Usa al primo posto e poi 61 Paesi diversi con Germania, Giappone, Australia e Nuova Zelanda subito dopo gli Usa. Da 12 dipendenti l’azienda ora è passata a 24 che lavorano a pieno ritmo.

«Dal 19 al 21 gennaio scorso – rivela Jimmy Mazzanti, 52enne che dal 2015 è stato chiamato a dirigere il progetto Moses Hydrofoil del Kitesurf a San Mauro – abbiamo ricevuto l’ispezione e la certificazione degli organismi di controllo del Comitato olimpico e siamo stati scelti come produttori esclusivi della pinna da utilizzare nelle gare olimpiche. Poi il Covid-19 ci ha tenuto fermi 32 giorni. Nonostante tutto, lavorando anche da casa, abbiamo aumentato la produzione del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La commessa ricevuta è di alcuni milioni di euro (ogni pezzo viene venduto a 4 mila euro circa, ndr) e stiamo producendo 4 mila pezzi all’anno che cercheremo di implementare facendo gli straordinari. È una produzione esclusiva che nasce a San Mauro Pascoli e al cento per cento italiana in quanto il carbonio lo acquistiamo da un produttore del Nord Italia. Siamo fieri del nostro lavoro».

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