Avviare un’attività e pagare solo il 5% di tasse: in quali casi è possibile?

Hai un’idea di business che ritieni vincente (perché unica nel suo genere, perché rivolta a una nicchia di mercato ancora inesplorata, eccetera) e vuoi trasformarla in realtà? Spesso quello che ti separa davvero dal metterti in proprio, e cioè dal dire addio a orari di lavoro fissi e interminabili riunioni coi capi per dedicarti completamente alla tua azienda, è la paura delle complicazioni burocratiche e delle spese eccessive da sostenere quando si lavora in proprio. Eppure c’è un modo in Italia per avviare un’attività e pagare solo il 5% di tasse e non avere altri particolari obblighi di gestione fiscale: scopriamolo!

Cos’è e come funziona il regime forfettario agevolato al 5%

Si tratta di quello che è indicato a volte come regime forfettario start-up: a chi apre una partita IVA e adotta il regime forfettario è concesso, cioè, di pagare un’unica tassa con aliquota al 5% del reddito imponibile per i primi cinque anni di attività (se apri la tua p.iva nel 2021, cioè, potrai approfittare della tassazione agevolata fino al 2025) e di passare al sesto alla normale aliquota del 15% prevista per i forfettari.

È, non è difficile capirlo, una misura intesa a favorire non solo le piccole partite IVA che rappresentano, a guardare bene, il grosso del tessuto industriale italiano ma, anche, l’imprenditoria soprattutto tra le fasce più giovani di popolazione. Per quanto non ce siano formalmente di legati all’età, infatti, tra i requisiti per poter aprire un’attività approfittando della tassazione agevolata al 5% ci sono infatti:

  • il non aver svolto nei tre anni precedenti all’apertura della partita IVA a regime forfettario nessun’attività artistica o professionale neanche in forma familiare o associata;
  • che la nuova attività non rappresenti alcuna forma di prosecuzione di quella svolta immediatamente prima, anche sotto forma di lavoro dipendente ed eccezione fatta per i praticantati previsti per esempio per gli avvocati;
  • che, se anche l’attività sia la prosecuzione di una vecchia attività gestita da altri, il ricavato non superi i 65mila euro, soglia massima stabilita per il regime forfettario dal 2019.

Naturalmente per poter approfittare della tassazione agevolata per le piccole partite IVA dovrai soddisfare a monte i requisiti previsti per il regime forfettario: puoi controllarli nel dettaglio in questo articolo e, in generale, una buona idea sarebbe farsi seguire fin dai primi passi nel mondo di imprese e adempimenti fiscali da un buon consulente (ne trovi anche online: sono servizi come Fiscozen per esempio che, a proposito di possibilità di risparmiare, hanno un listino prezzi davvero competitivo per i propri pacchetti “all inclusive”). Tieni conto che, oltre al limite fissato per i ricavi di cui si è già detto, non dovrai avere altre entrate, da lavoro dipendente per esempio, per un valore superiore a 30mila euro e non potrai spendere in compensi per i tuoi collaboratori più di 20mila euro. Quote di partecipazione a società, associazioni in partecipazione, anche familiari, costituiscono, ancora, ragioni di esclusione dal regime forfettario, e quindi anche dal regime forfettario agevolato al 5%. Anche il settore in cui intendi operare potrebbe non essere compatibile con la tassazione ridotta: è il caso di pesca, agricoltura e allevamento, editoria, vendita di prodotti usati e ancora un lungo elenco di codici ATECO.

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