Avete presente l’Angliru alla Vuelta? Sembra la salita di Ardiano a Cesena

Un Angliru alle porte di Cesena. A poco più di 10 chilometri dal centro, ci si può misurare con una salita che, quanto a pendenze, ha ben poco da invidiare al principale spauracchio della Vuelta. Il tratto centrale dell’ascesa di Ardiano, infatti, per quanto breve, presenta strappi oltre il 20%, con un’inclinazione media che dice tutto: 13,5%, addirittura superiore a quella spagnola (13,1%). E’ questo, quindi, il clou del secondo itinerario proposto, che oltre ad Ardiano prevede le scalate di Monteleone,  da non sottovalutare, e Carpineta, decisamente la più agevole delle tre. Lo sviluppo chilometro è limitato (fra i 40 e i 50 km a seconda dell’opzione scelta per il rientro), ideale, quindi, per queste giornate fredde e con poche ore di luce, tanto più che si resta sempre a un tiro di schioppo da Cesena. Ciò nonostante, la continua successione di salite e discese, senza un attimo di tregua, consente, comunque, di svolgere un ottimo allenamento. Pronti via, si parte subito con Ardiano, quasi parallelo al più famoso muro di Sorrivoli, percorso da Giro d’Italia e Memorial Pantani.

Itinerario

Cesena – Calisese – Ardiano – Diolaguardia – Sorrivoli – Monteleone – Montenovo – Montiano – Badia – Calisese – Carpineta – Cesena. Distanza: 50 km (con Carpineta e passaggio attraverso Saiano); 42 km (senza Carpineta).

Principali salite

– Ardiano (383 m, immissione via Garampa): lunghezza 3,5 km; pendenza media 7%, massima 21,2%; dislivello 276 m

– Monteleone (358 m): lunghezza 3,5 km; pendenza media 7,7%, massima 14%; dislivello 264 m

Da Cesena verso Calisese, poi una via crucis

Da Cesena, si prende la via Emilia, si svolta a destra in via Montiano e, una volta a Calisese, si imbocca via Casale che, prima in pianura poi con una serie di mangia e bevi, conduce ai piedi della salita. Subito prima del ponticello sul torrente Pisciatello, si gira a destra, seguendo le indicazioni per Ardiano. I primi 900 m, con facili sali scendi e pendenza modesta, non devono ingannare perché poi inizia la rumba. I successivi 1.200 metri sono quasi verticali come testimonia la pendenza media del 13,47%. Esclusi 200 metri al 6,3%, si resta sempre oltre il 10%, con strappi fra il 16% e il 21% e a poco servono i tornanti che si incontrano. Si tratta, insomma, di una vera e propria arrampicata, da affrontare coi rapporti giusti, pena mettere il piede a terra e non ripartire più. La via crucis termina in vista di Ardiano. L’intersezione con via del Borgo (a destra) è il segnale che il più è fatto.

Diolaguardia e Sorrivoli

Dopo un tratto in falsopiano, si torna a salire ma con pendenze più umane (6,3%) e si raggiunge il piccolo nucleo abitato. Superato quest’ultimo, la pendenza si rialza leggermente (7,5%), quindi, si affronta l’ultima coltellata (11%) per proseguire poi senza difficoltà di sorta (3,5%) fino all’innesto con via Garampa (Strada provinciale 75). Al bivio, si prende a destra per Diolaguardia e di qui si scende a Sorrivoli, arroccata intorno al suo millenario castello, passato più volte di mano: dagli arcivescovi di Ravenna ai Malatesta, dallo Stato Pontificio ai Roverella di Cesena, fino agli Allocatelli Fabbri per essere ceduto, dopo i bombardamenti del 1944, alla prebenda parrocchiale. Attraversata la piccola frazione si affronta in discesa il celebre muro di Sorrivoli (via Fageto) e si raggiunge di nuovo il fondovalle (via Casale). Si svolta a destra e si riprende il percorso iniziale fino al bivio per Ardiano; stavolta, però, si supera il ponticello e si tiene la sinistra, attaccando la salita di Monteleone. Anche questa presenta uno sviluppo chilometrico modesto (3,5 km) ma, pur senza pendenze estreme, va affrontata con la massima concentrazione. Dopo un breve tratto interlocutorio, presenta, infatti, 2.000 metri per nulla agevoli, con la pendenza che non scende mai sotto il 7% e diversi strappi in doppia cifra, sino al 14%.

Che vista a Monteleone

La strada si arrampica in mezzo a una fitta vegetazione disegnando una serie di tornanti, che aiutano a prendere il ritmo. Superato il km 2,3, la salita concede una tregua in falsopiano (3,7-4,7%) prima degli ultimi 500 m al 7,8% che conducono all’ingresso di Monteleone, abbarbicato su uno sperone roccioso in splendida posizione panoramica. L’abitato, riconosciuto come Borgo Bandiera Arancione, è sorto intorno al castello, conteso a lungo fra Rimini e la chiesa di Ravenna. Proprio Rimini nel XIV secolo realizzò una prima vera rocca, che rimase sotto i Malatesta sino al 1335. Successivamente, conobbe diversi signori: Francesco degli Ordelaffi di Forlì, i Montefeltro, la Santa Sede, di nuovo i Malatesta e, infine, ancora l’arcivescovo di Ravenna che la concesse come feudo ai Roverella di Cesena sotto i quali fu ampliata e trasformata da castello a dimora estiva. Contemporaneamente, si favorì la costruzione delle abitazioni lungo l’antico perimetro murario, demolendo le precedenti addossate al palazzo e realizzando, nello spazio così ricavato, un giardino pensile. Dal 1758 subentrò la famiglia Guiccioli di Ravenna che favorì un’ulteriore trasformazione della rocca da costruzione difensiva ad abitazione signorile. Nell’800, pare che l’edificio fosse frequentato dal poeta inglese Lord George Byron (cui è dedicata la piazza in cui sorge oggi l’ingresso alla rocca), follemente innamorato della marchesa Teresa Gamba, sposata Guiccioli. Dal 1960, la rocca appartiene ai conti Volpe e ospita attualmente importanti eventi culturali, legati in particolare alla musica. Con la bici, si circumnaviga il borgo seguendo via Provinciale Monteleone, quindi, giunti a un bivio, si tiene la sinistra (via Monte delle Forche/Strada Provinciale 122) e al termine della discesa, costellata da qualche tratto in falsopiano e contropendenza, si sbuca nella strada statale 9, poco prima dell’abitato di Montenovo.

Montiano, Badia e poi verso Cesena

Si prosegue in direzione Montiano, quindi, si scende a Badia e di qui si raggiunge Calisese. Chi è pago, può tornare direttamente alla base attraverso via Montiano, altrimenti, se si desidera ancora faticare, si riprende via Casale fino alla deviazione per Carpineta, girando a destra in via Castello di Carpineta per affrontare un’ulteriore salita. Per carità, nulla di trascendentale: si tratta di poco meno di 3km con pendenza media del 4,5% e dislivello di 133, costellata qua e là da qualche strappetto. Raggiunta Carpineta, svoltando a destra in via Madonna dell’Ulivo si rientra subito a Cesena, in alternativa, si può allungare ulteriormente il percorso prendendo la Strada provinciale 74 e tornando al punto di partenza attraverso Saiano. 

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