Autodromo Imola, profondo rosso in bilancio. “Così non sta in piedi”

IMOLA. Il bilancio di Formula Imola chiude in rosso, profondo. Mentre nel 2017 il conto economico aveva chiuso con più 53mila euro, nel 2018 è sceso fino a meno 497mila euro.

«Tenuto nascosto» anche ai consiglieri comunali fino a un secondo prima di entrare in commissione consigliare ieri pomeriggio, quello che svela il resoconto suscita perplessità nelle minoranze e in particolare nella Lega che chiede che sia rimossa e sostituita la dirigenza di Formula Imola.
I consiglieri sbirciano i dati in fretta e furia per porre le domande e avere risposta a quello che, fino a lì, non sanno. Il costo del personale aumenta di 46mila euro. Rincaro che, secondo il presidente di Formula Imola, Uberto Selvatico Estense, dipende dall’assunzione del nuovo direttore ed era previsto dal bando, perché non è facile trovare professionalità adeguate.

Calo attività
A incidere negativamente sarebbe, sempre secondo il presidente Estense, il calo delle giornate più remunerative ovvero quelle relative alle prove tecniche che sono passate da 71 a 57. Altre cause, dice Estense, «il mancato accordo per il motocross che ha inciso per metà della perdita. Altro costo, il passaggio di consegne fra direttori che non ha funzionato benissimo».

Indirizzi
Ma è qui che arriva l’affondo di Estense: «Senza un certo tipo di sviluppo, l’autodromo non sta in piedi. È importante prendere decisioni se si vuole avere continuità aziendale. Secondo noi siamo arrivati a un limite molto difficile da sostenere, scendere ulteriormente sotto a questo impiego della struttura non è possibile. Poi sta a Comune e Con.Ami, che ne è proprietario, decidere. Oggi in Italia siamo già l’autodromo che fa meno date». Un’affermazione però contestata dal gruppo consigliare del Movimento 5 Stelle.

«Gli indirizzi ricevuti dall’amministrazione sono stati rispettati – aggiunge Estense – ma ricordiamo che noi abbiamo solo una parte della gestione. Ad esempio non abbiamo il compendio piazza e immobiliare».
«Comunque non abbiamo avuto solo giornate motoristiche, ma anche ciclismo e podismo, meeting e congressi nella sala polivalente. Non è facile perché non siamo solo noi in città a offrire questo servizio – puntualizza il presidente –. Abbiamo provato anche con l’attività concertistica ma quest’anno non siamo riusciti ad avere alcun grande evento. Spesso tenere aperto il calendario per gli artisti, comporta anche rinunciare ad eventi sportivi, come è successo nel 2018. L’andamento del bilancio 2018 era già noto a settembre dell’anno scorso». Lasciando forse intendere che indirizzi precisi e diversi avrebbero avuto un altro peso. Ad ascoltare in fondo alla sala, fra il pubblico, c’è anche l’assessore competente Maurizio Lelli, esautorato dalla sindaca circa un mese e mezzo fa.

La prima cittadina
La sindaca Manuela Sangiorgi risponde: «Noi ci siamo insediati a luglio e abbiamo ereditato un portafoglio con soldi già spesi. Il nostro primo bilancio sarà quello del 2020. Tutti vogliamo tener vivo l’autodromo, sia con eventi motoristici che sviluppando la sua polifunzionalità: complessivamente nel 2018 ci sono state 118 giornate». L’unica novità confermata dell’anno in corso, sarà un nuovo evento in programma a settembre che si chiamerà Imola summer food nel corso del quale ci sarà anche lo show di Cristina D’Avena. Per quanto riguarda il grande concerto, l’unica cosa certa resta la data del 14 luglio. Mentre i protagonisti restano avvolti nel mistero.

L’occasione torna ghiotta per parlare dello stallo che sta ancora attraversando il Con.Ami, a poche ore dall’incontro informale che ieri sera si doveva tenere fra i sindaci. «La situazione del Con.Ami ha pesato sul controllo di Formula Imola. Ci siamo trovati dei campi minati creati ad arte, la poca incisività del calendario 2019 è dovuto a questo. Ma sono certa che, dall’anno prossimo, ci saranno frutti importanti anche con una linea di equilibrio, senza salvaguardare solo chi abita nei dintorni».

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