Autista Ncc multato a Rimini vince il ricorso

Noleggio con conducente, autista sammarinese sanzionato a Rimini vince il ricorso «creando un precedente giuridico». Oltre al danno anche la beffa: è rimasto senza patente per tre mesi. A spiegare l’episodio avvenuto circa un mese fa sono gli avvocati che lo difendono, Rossano Fabbri e Stefano Pagliai.

La vicenda

«La multa contestata all’autista – chiariscono i legali – riguarda il fatto di aver esercitato il servizio taxi senza che l’accordo fra i due Stati legiferasse in materia, quindi contro la legge». In realtà, sottolineano, l’operatore aveva ricevuto la chiamata «da figure legate al consiglio di amministrazione dell’Istituto di Sicurezza sociale che lo conoscevano per servizi precedenti». Arrivati da Roma alla stazione di Rimini dovevano andare a San Marino. «Quindi il conducente parte con l’auto vuota e arriva in stazione, facendo salire i clienti. Un servizio Ncc a tutti gli effetti – osservano – che tuttavia non è gradito ai tassisti italiani che, in attesa di clienti, osservano la scena sul piede di guerra. Così vedendo la targa sammarinese, allertano la polizia che ferma il conducente ancora davanti alla stazione».

I difensori dell’autista rilevano che non si è trattato di un episodio isolato, poiché nelle ultime settimane se ne contano almeno 3 o 4, e segnalano che già l’indomani la polizia avrebbe fermato «un pulmino con i bimbi dentro, ancora una volta dietro segnalazione».

Senza patente per tre mesi

«Inizialmente i poliziotti hanno anche sequestrato il veicolo – aggiungono gli avvocati – malgrado fosse un mezzo di terzi, come risultava dal libretto, tant’è che sono stati costretti a restituirlo entro 5 giorni, proprio perché apparteneva a una finanziaria sammarinese». Oltre al danno la beffa, insistono, perché il conducente «è rimasto senza patente per tre mesi: la normativa prevedeva la sospensione per 4, ma gliel’hanno restituita lunedì, ciò non toglie però che abbia dovuto assumere collaboratori per le sostituzioni con un danno economico enorme, su cui ci saranno ulteriori approfondimenti rispetto all’eventuale iter da percorrere».

L’epilogo però è stato positivo: «Il nostro cliente ha vinto il ricorso perché tutti hanno inquadrato la situazione come fosse un servizio taxi, mentre si è dimostrato che era un noleggio con conducente». Il giudice ha anzi precisato «che se anche il fatto non è legiferato, non costituisce motivo di ritenere colpevole il singolo», condannando la Prefettura di Rimini a rifondere al ricorrente le spese e competenze della causa, per oltre 1.100 euro. «La sentenza non ha dipanato le questioni che restano aperte sul tavolo politico – concludono dallo Studio legale – ma creano un precedente importante». A chiedere lumi in commissione consiliare circa un mese fa fu il partito di opposizione Libera. «Abbiamo avuto un incontro con il Prefetto di Rimini, – spiegò nell’occasione il Segretario agli Esteri, Luca Beccari – verrà formulato un quesito congiunto al Ministero degli interni per chiarire un aspetto”, relativo al fatto che la normativa dei servizi Ncc italiana non preveda il trasporto di persone in territorio extra Ue. Ci sono inoltre, aggiunge, dei problemi più di natura operativa, relativi alle regole italiane che prevedono, per esempio, la compilazione dei fogli di viaggio».

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