RAVENNA – Un paziente alla volta da contattare per fissare nuovi appuntamenti. Il Covid 19 ha fatto saltare visite, esami e operazioni non urgenti. Tutto da ricollocare ora che la fase critica della pandemia è passata, con conseguente avviso telefonico dei pazienti che si traduce in ben 300mila telefonate da parte dei centralini dell’Ausl Romagna.

Il compito è stato assegnato ad una cooperativa con la quale è già in essere un contratto relativo all’attività di call center nel quale lavorano circa 80 persone. All’Ausl il ricollocamento costerà almeno 1,25 euro a telefonata, per un totale di 375mila euro Iva esclusa.

Il lavoro viene così svolto: il centralino prende in carico la richiesta contenente l’elenco degli appuntamenti da spostare nella giornata di ricevimento. In secondo luogo ordina gli appuntamenti da spostare in funzione dell’intervallo di tempo che intercorre rispetto alla data dell’appuntamento. Il numero dei tentativi di contatto del paziente è programmato come segue: almeno un tentativo giornaliero fino a 16 giorni dall’appuntamento da spostare. Quando la data si avvicina i tentativi diventano prima due (fino a 11 giorni) e poi tre (quando ne mancano meno di 11). Il tutto con lo scopo di trovare soluzioni con il paziente Dello spostamento dei trecentomila appuntamenti se ne occuperà un gruppo ad hoc di 26 persone: il tempo per spostare le visite si articola in sei mesi. Il lavoro dovrà essere ultimato entro la fine dell’anno.

L’Ausl eserciterà l’opzione contrattuale nel contratto in essere con la cooperativa che prevede un aumento opzionale fino al 50% del valore contrattuale e il cui importo copre quindi il costo richiesto dalla cooperativa. Nel solo ospedale di Ravenna, all’indomani dell’emergenza Covid, c’erano 44mila visite da recuperare. Durante il Coronavirus infatti l’emergenze aveva bloccato tutta l’attività ordinaria.

La Fase 2 della sanità non è drammatica come quella emergenziale ma è ugualmente molto complicata. La mole di appuntamenti da spostare impegna il personale in maniera importante. Alle visite rimaste indietro, inoltre, si aggiungono quelle necessarie al momento. L’incastro, considerando anche il periodo delle ferie estive, non è semplice e per questo l’Ausl Romagna ha deliberato nuove assunzioni oltre ai classici rinforzi estivi.

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