Ausl Imola, sul personale piccolo passo avanti con i sindacati

Continuerà martedì 29 novembre il confronto fra le organizzazioni sindacali e l’Azienda Usl di Imola sul personale del comparto. Quello di lunedì, infatti, è stato un incontro interlocutorio, nonostante abbia fissato alcuni punti positivi come la salvaguardia della quota produttività dei dipendenti sia sul 2021 che sul 2022 e la cancellazione delle ferie richiamabili. Le criticità da affrontare, però, rimangono: su tutte, le stabilizzazioni, le assunzioni e il turnover, che hanno già ripercussioni evidenti sull’erogazione delle prestazioni e sulle liste di attesa.

Stabilizzazioni in ritardo

«Un po’ di tempo fa sono usciti i bandi di stabilizzazione del personale, però non ci sono ancora gli esiti di queste stabilizzazioni e probabilmente ci saranno solo alla fine di dicembre – comincia la panoramica Erika Ferretti, segretaria della Fp-Cgil di Imola –. E questo comporta un problema, perché dalle altre graduatorie, in Ausl Romagna in particolar modo, stanno chiamando a tempo indeterminato. E quindi i dipendenti dell’Ausl di Imola a tempo determinato che hanno fatto le richieste per la stabilizzazione, se non hanno una risposta, sono costretti a dimettersi da Imola».

Un problema che «dovrebbe risolvere il Servizio unico metropolitano amministrativo di Bologna – aggiunge –. Il Suma è interaziendale e questo comporta molto spesso dei rallentamenti su Imola. E porterà delle criticità all’Ausl di Imola. Perché non possiamo dare delle certezze alle persone, quindi diverse persone rischiano di doversi dimettere dall’azienda imolese per una questione di tempistiche».

Turnover continuo

«È indubbio che ci troviamo di fronte a un’Ausl che è poco appetibile per il personale – sottolinea Giuseppe Rago, coordinatore della Uil di Imola e del circondario – e che anche chi era già dentro, appena può, si rivolge ad altre aziende nel momento in cui vince il concorso. E questo ci porta ad un continuo turnover (con relativo ricorso a banca ore e straordinari, ndr) all’interno delle strutture. Abbiamo, a oggi, una carenza che è diventata cronica. Il personale manca un po’ dappertutto».

Un rischio per cui «abbiamo poche soluzioni, anzi una sola: a fronte di un ribasso del personale disponibile, ho solo l’alternativa di ridurre le prestazioni erogate. E questo, ovviamente, va a incidere sulle liste d’attesa – continua –. La speranza è che il rinnovo del contratto nazionale in ambito sanità, che vedrà nel mese di novembre l’erogazione di un buon importo relativo agli arretrati, possa garantire alle persone quantomeno una retribuzione più consona alle loro aspettative. Una boccata di ossigeno».

Valorizzazione del personale

Infine, «l’altro grande argomento su cui ci siamo confrontati è quello relativo ai fondi contrattuali – prosegue Stefano Franceschelli, segretario generale della Cisl Fp dell’area metropolitana bolognese –. Abbiamo fatto una prima discussione rispetto ai fondi anno 2022 e una proiezione sul 2023». E «stiamo cercando di gettare le basi affinché dal 1° di gennaio si riprenda un percorso di valorizzazione del personale, grazie anche agli incrementi sui fondi – anticipa –. Abbiamo chiesto di avere un quadro più preciso dei fondi, con gli adeguamenti previsti dal contratto nazionale, in modo tale che già nel prossimo incontro si possa dire che dal 1° gennaio riprende, finalmente, un percorso di trattativa».

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