Ausl Imola, il buco di 25 milioni verrà coperto dalla Regione

Con «manovre straordinarie e irripetibili la Regione ha comunicato che intende dar fondo alle proprie riserve per chiudere in equilibro anche il bilancio di Imola, con un disavanzo di 25 milioni di euro proporzionato alla nostra dimensione, il 3% dei circa 900 milioni di disavanzo totali in regione. Il problema poi ricadrà sul prossimo anno». Così ha sottolineato il direttore generale dell’Ausl imolese, Andrea Rossi, ieri in commissione Sanità, parlando del confronto con la Regione sul tema.

L’argomento in realtà non era all’ordine del giorno, ma l’occasione era troppo ghiotta perché il consigliere della Lega Daniele Marchetti non la cogliesse al volo per chiedere delucidazioni sui conti in rosso dell’azienda. A maggior ragione, dovendosi parlare degli investimenti previsti nel prossimo quadriennio per la sanità imolese per un totale di quasi 32 milioni di euro in strutture e dotazioni e della presentazione del nuovo direttore di Chirurgia generale Michele Masetti. «C’è un solo rischio: che questa marea di soldi rimanga un lifting tecnologico senza un impatto sulla qualità del servizio. Serve anche un finanziamento per la parte corrente per le adeguate risorse umane», ha risposto Rossi.

Progetti blindati

Quelli presentati sono stati gli investimenti pertinenti alla sola Ausl e per cui l’azienda è certa della copertura economico-finanziaria. Per questo non si è parlato «della camera mortuaria né del magazzino di deposito e archivio che si realizzerà nella zona Correcchio», ha chiarito in apertura Rossi.

«Sono il frutto di una programmazione sociopolitica con l’idea di una sanità pubblica legata alla comunità con investimenti sul distretto imolese perché mantenga la propria autonomia», ha precisato il sindaco di Imola Marco Panieri. 13,5 milioni di euro finanzieranno interventi strutturali in ospedale, 9,2 milioni saranno destinati a tecnologie sanitarie e informatiche e altrettanti a investimenti strutturali diffusi sul territorio, per un totale di 31,9 milioni di euro.

La voce più cospicua, di 11,5 milioni di cui 3,5 da fondi regionali, è per la realizzazione di una nuova palazzina di due piani nel prato davanti all’ospedale Santa Maria della Scaletta, che ospiterà 42 nuovi ambulatori, il Cup e tre palestre, accogliendo anche tutta l’attività del Silvio Alvisi. 1,4 milioni dal Pnrr serviranno per il miglioramento sismico dei vani scala e 600 mila dal bilancio dell’Ausl finanzieranno l’ampliamento del blocco operatorio con l’allestimento di una nuova sala operatoria che permetterà di concentrare a Imola tutte le attività operatorie compresa quella oculistica, oggi a Castel San Pietro.

Investimento tecnologico

Non è da meno l’investimento tecnologico: 3.076.584 euro per rendere l’ospedale paperless, cioè completamente digitalizzato, entro settembre 2025. 2.388.760 euro per rinnovare entro il 2024 le tecnologie di diagnostica per immagini con più di dieci anni, che porteranno sul territorio un nuovo mammografo digitale con tomosintesi, quattro diagnostiche digitali dirette, sette ecotomografi 3D (tre cadiologici, tre ginecologici e uno digitale), nove ecotomografi multidisciplinari e due nuove tac con tomografi a 124 strati, queste grazie al contributo di donazioni.

L’arrivo ad aprile del dottor Masetti, chirurgo specializzato nella chirurgia miniinvasiva, ha rappresentato l’«apripista per promuovere il binomio degli investimenti in dotazioni moderne e in professionisti di qualità», ha aggiunto Rossi. Una parte degli investimenti, infatti, saranno per la chirurgia mininvasiva laparoscopica, endoscopica e robotica videoassistita, nonché per il rinnovo dei sistemi di monitoraggio nell’Area critica e per le termoculle in neonatologia.

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