Ausl: “Convincere i giovani e chi non si è ancora vaccinato”

«A giugno, luglio e agosto dopo gli annunci fantasmagorici dell’autorità commissariale, la realtà è che non ci sarà nessuna alluvione di vaccini e noi proseguiremo con il ritmo che abbiamo conosciuto finora, non di più ma speriamo neanche di meno, e quindi in media 1200 dosi al giorno». Il direttore generale dell’Ausl Andrea Rossi ha fatto ieri il punto della campagna vaccinale in commissione sanità, sottolineando numeri e rilevando successi e criticità.

Lo stato dell’arte

Se da un lato l’Ausl di Imola ritiene di riuscire a vaccinare entro agosto tutti coloro i quali si sono prenotati finora, ha la consapevolezza che dal primo luglio la questione sarà un’altra: «Se fino ad ora sembrava che la questione fosse fare in fretta, conclusa questa fase la questione diventa invece quante persone abbiamo vaccinato effettivamente. Quello farà la differenza». Rivendicando la bontà della scelta di non fare open day vaccinali a Imola, «siamo stati coerenti con il principio delle priorità e abbiamo evitato anche una serie di effetti collaterali con i quali si confrontano ora altre aziende» ha detto il direttore generale Andrea Rossi, l’Ausl si prepara a una nuova fase. Ad oggi, dice l’Ausl, sono state somministrate nell’Imolese 91.427 dosi totali da inizio campagna: 86.514 nei centri vaccinali (lunedì 801), 3.413 eseguite dai medici di medicina generale (lunedì 150), 1.500 all’hub Autodromo Sacmi-Cefla (lunedì 300). Le statistiche settimanali che scandagliano le vaccinazioni fascia di età per fascia di età, dicono che per i ragazzi fra i 12-19 anni (popolazione complessiva di 10.176 persone) le vaccinazioni sono oggi appena al 7,3%, per la fascia 20-24 anni (popolazione complessiva 6.257) al 12,5% di vaccinati ma per questi l’apertura delle prenotazioni, l’ultima a partire, scatta proprio da oggi. Poi ci sono quelli di 25-29 anni (6.726) al 19,4%, 35-39 anni (7.455) al 23,4%, 40-49 anni (19.693) al 38,4%, 50-54 anni (10.786) al 33,2%, 55-59 anni (10.528) al 78,1%, 60-64 (9.022) al 82,6%, 65-69 anni (7.785) al 84,7%, 70-74 anni (7.932) al 86,3%, 75-79 anni (5.629) al 95,8%, 80-84 (5.496) 96,3%, + 85 anni (5.907) al 97,9%. Insomma, appare evidente dai numeri che solo dai 55 anni in su si supera ad oggi la soglia del 70% che garantisce l’immunità di gregge, per tutte le altre fasce al momento si è al di sotto non solo delle dosi fatte, ma nelle fasce più giovani anche nell’adesione.

Giovani esitano

«Nelle classi più giovani le adesioni sono per ora molto basse – conferma il direttore Rossi –. Ecco perché il tema da adesso diventa vaccinare chi finora ha fatto capire che non vorrebbe farlo non prenotandosi». E per affrontare questo scoglio secondo il direttore generale Rossi le vie sono due: «Innanzitutto applicare l’obbligo vaccinale al personale sanitario. Su cinquemila professionisti del settore sul nostro territorio, sono 640 quelli non vaccinati, pochi dipendenti Ausl, e noi abbiamo spedito in queste due settimane 640 raccomandate per sollecitarli. La prossima settimana dobbiamo tirare le conclusioni, sapendo che chi non risponde senza ragioni oggettive può essere soggetto a provvedimenti. Poi ci sono tutte le altre categorie a cominciare dagli over 60 per i quali faremo un’opera di recall chiedendo l’intervento dei medici di medicina generale ai quali consegneremo l’elenco dei loro assistiti che non si sono vaccinati per invitarli a farlo proprio presso il loro medico». Per i ragazzi «dovremo pensare ad altre modalità per sollecitare l’adesione dei più riluttanti. Credo che una delle leve più importanti potrebbe essere il pass vaccinale non solo per la libera circolazione in Europa, ma anche per partecipare ad eventi conviviali e simili sul territorio nazionale. Dobbiamo persuaderli del fatto che vaccinarsi è il modo migliore per tornare a nuova normalità». Intanto, nessun caso e nessun decesso sono stati registrati ieri dall’Ausl, su 148 test molecolari e 35 antigenici rapidi refertati. Rimangono 79 i casi attivi e sono 12.632 i casi totali da inizio pandemia. Un solo cittadino del circondario è oggi in terapia intensiva a Bologna.

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