Aumentano le frodi in regione: Rimini maglia nera in Romagna

In controtendenza rispetto all’andamento nazionale, che segna un calo, nel 2020 in Emilia-Romagna crescono ulteriormente, a quota 1.407, i casi rilevati di frode creditizia a danno dei consumatori, tramite furto d’identità, con +2% rispetto al 2019. È un dato, segnala il gruppo Crif nella sua ultima analisi, che posiziona la regione al settimo posto della graduatoria nazionale, malgrado la contrazione delle richieste di prestiti personali (-23,9%) e finalizzati (-14,6%) rilevata nell’ultimo anno. Considerando l’incidenza dei casi sui volumi di credito erogato, l’Emilia-Romagna si colloca in 11esima posizione a livello nazionale, con una quota del 6,4% sul totale. A livello provinciale, il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Bologna, con 267 casi (21esimo posto nel ranking nazionale), seguita da Modena, con 324 (in 27esima posizione), da Reggio Emilia con 170, Parma con 155 e Rimini, con 150. In Italia, secondo l’osservatorio sulle Frodi Creditizie e i furti di identità realizzato da Crif-MisterCredit, nel 2020 i casi rilevati sono stati oltre 21.800, per un danno stimato che sfiora i 125 milioni di euro. Rispetto all’anno precedente, in questo caso, il numero di frodi risulta dunque in netto calo (-32,4%) rispecchiando la contrazione delle erogazioni di credito alle famiglie dovuto all’emergenza sanitaria.

Al contempo, però, è decisamente aumentato l’importo medio frodato (+21,8%), ora a quota 5.650 euro, “a dimostrazione dell’efficienza delle organizzazioni criminali”, segnalano da Crif. “Quello delle frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità- commenta Beatrice Rubini, direttrice della linea Mistercredit di Crif- è un fenomeno in continua evoluzione, con organizzazioni criminali che si avvalgono di tecniche sempre più sofisticate che spesso il singolo consumatore non è in grado di rilevare”. 

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