CERVIA. Chiude il negozio di Maurizio Villini, situato sotto la Porta a mare, e se ne va un’altra attività storica della città. La merceria aveva infatti aperto nel 1954, con la gestione della madre, Maria Cecchi, vendendo bottoni, lana, cotone, intimo e altri articoli di questo genere; che allora, ovviamente, non si trovavano come ora con una varietà di offerta e di prezzi.
Maurizio ha poi preso in mano il negozio nel 1976 – dopo la morte del padre -, trasformandolo in merceria-abbigliamento. Erano anni certamente più propizi per il commercio, e la buona posizione ha certo aiutato gli affari dell’esercizio. Ma con gli anni duemila le cose sono peggiorate, come del resto per gran parte delle attività situate nel centro storico, tanto che Villini ha iniziato a pensare di gettare la spugna. Poi nel 2016 il decesso della madre.

«Il lavoro è poco – sottolinea ora –, e le tasse sono troppo alte. Io ho sempre emesso gli scontrini fiscali e questo mi è costato caro. Ma poi c’è la vertenza con la Cassa depositi e prestiti, che ha ereditato l’immobile dall’ex monopolio, e mi ha mandato una lettera per pagare gli arretrati. Dal 2007, non sappiamo più a chi versare il canone».
«Inoltre non ho più la tenda – aggiunge ancora –, perché il Comune me l’aveva fatta togliere per compiere i lavori di restauro della Porta e poi me l’ha portata via definitivamente con la scusa che è indecente. Così non posso mettere fuori i carrelli con la merce, i piccioni continuano a sporcare, e io devo pagare ugualmente il diritto di superficie».

«Sono disabile, non posso più condurre il negozio con tutti questi problemi – conclude –, ma adesso sarà un’impresa trovare un altro lavoro. Ho fatto domanda di invalidità e me l’hanno bocciata».
I 10 metri quadrati di questo negozio rischiano però di diventare un altro “buco nero”, con la vetrina desolatamente spenta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *