Attacco incendiario alla Morri infissi di Rimini

«Abbiamo già visto le riprese delle telecamere di sicurezza e la cosa che più ci ha colpito non è stato tanto l’incendio del furgone, quanto la tranquillità dell’uomo che ha appiccato l’incendio. Va bene che erano le 2 e non c’era nessuno per strada, ma si è incamminato verso via San Bernardino. Poi ha fatto perdere le proprie tracce senza correre e senza voltarsi una sola volta indietro per controllare lo stato del suo lavoro». Gabriele Morri, con il papà Andrea e la mamma Sonia, è al timone della Morri Infissi, storica azienda Riminese con sede al civico 29 di via XXIII Settembre, «con alle spalle 70 anni di attività e mai nessuna minaccia».

L’altra notte un piromane, armato di qualcosa che non è stato ancora stabilito, si è avvicinato ad uno dei furgoni di proprietà dell’impresa parcheggiato in strada davanti all’ingresso, ci ha girato attorno, quindi si è nascosto dietro al cassone. Pochi istanti e quando è ricomparso stava già “fuggendo”, mentre le fiamme alle sue spalle erano già alte. «Non sappiamo proprio spiegarci questo gesto – prosegue Gabriele – non abbiamo mai ricevuto minacce di alcun tipo. Problemi di concorrenza? Non scherziamo. Certo, come in tutti gli ambiti, a volte si hanno delle discussioni con i colleghi, ma che dalle parole si arrivi a tanto non passa a nessuno per l’anticamera del cervello».

Il calore sviluppato dalle fiamme, che ha completamente distrutto il furgone, ha annerito la facciata, sparso fuliggine sulle insegne e crepato la vetrata dove sono accolti gli ospitati gli uffici. «Non so quantificare i danni. Il veicolo non era assicurato per l’incendio».

Due le squadre dei vigili del fuoco intervenute dopo l’allarme lanciato dalla centrale dell’istituto di vigilanza che hanno domato l’incendio in un tempo relativamente breve. «Nelle immagini che abbiamo visionato noi non siamo stati in grado di capire se quell’uomo avesse qualcosa di particolare nelle mani. Lo si vede invece arrivare, sempre da solo e sempre a piedi, da via Matteotti».

Quel che resta del mezzo ora è a disposizione degli esperti della scientifica dei carabinieri. È da accertare quale sostanza sia stata usata per l’incendio. Che il furgone non sia stato un bersaglio occasionale potrebbe raccontarlo anche la scelta fatta dal piromane di portarsi da casa la miscela incendiaria: avrebbe potuto comprarla infatti al distributore di benzina a non più di 50 metri dall’impresa Morri.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui