Attacco di panico: la paura improvvisa che paralizza

Nel traffico, o quando si è in fila al supermercato; dal parrucchiere con la tinta sui capelli, oppure nel mezzo di una festa o di un altro evento piacevole, addirittura quando si sta lavorando tranquilli seduti alla propria scrivania. Non importa dove ci si trovi, può arrivare ovunque, soprattutto quando meno ce lo si aspetta: si tratta dell’attacco di panico, un disturbo psichico di cui soffrono sempre più persone. Per saperne di più, ne parliamo con la psicologa e psicoterapeuta Paola Bianchi, del centro di psicoterapia Liberamente di Ravenna.

Dottoressa, come si presentano gli attacchi di panico?

«Innanzitutto gli attacchi di panico sono una manifestazione molto variegata che riguarda tantissime persone nel nostro Paese. Si stima che 20 anni fa, 5 milioni della popolazione italiana aveva sofferto almeno una volta nella vita di attacco di panico; 10 anni fa il numero era salito a 9 milioni. Questo dato è in continuo aumento. Si tratta di un episodio intenso e improvviso di paura. La persona rimane paralizzata dalla sensazione che sta vivendo e che percepisce come sproporzionata rispetto all’accaduto. La paura appare, quindi, come inspiegabile, si presenta apparentemente senza alcuna ragione».

È accompagnato da sintomi fisici?

«Spesso si presenta con tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento, e in alcuni casi vertigini e nausea. Molte persone arrivano nello studio di uno psicoterapeuta dopo un iter infinito di visite volte a escludere proprio condizioni fisiche, che inizialmente si presuppone possano essere alla base di questa condizione».

Qual è la differenza tra ansia e attacco di panico?

L’ansia può essere un segnale dell’attacco di panico, ma non sempre chi soffre di ansia arriverà a sviluppare un attacco di panico; è vero, invece, il contrario: chi sviluppa attacchi di panico molto probabilmente comincerà a soffrire di ansia anticipatoria, ossia avrà paura di essere preda di un altro attacco da un momento all’altro. Avrà, quindi, paura della paura. L’ansia è una risposta a un fattore di stress percepito, una condizione in cui sentiamo che c’è una motivazione reale; mentre l’attacco ha tutta un’altra dimensione, appare come un fulmine a ciel sereno. I sintomi possono essere anche simili a quelli dell’ansia ma sono estremamente più intensi».

Come si affrontano?

«L’attacco di panico è un sintomo che si esprime intensamente sul corpo: “Pensavo di morire” riferisce chi ne è colpito, ma in realtà è una domanda che emerge dal nostro interno; è un grido che dobbiamo ascoltare e con il quale bisogna dialogare; è un conflitto interno di cui non si è consapevoli, ma che ci avverte che qualcosa nella nostra vita non sta funzionando. Va accolto, ascoltato e interpretato, perché questo permetterà all’individuo una riorganizzazione del proprio funzionamento psichico, darà spazio a un cambiamento. È come se dentro di noi si aprisse una faglia e in questa faglia ci si deve entrare per riemergere più sani e più integri».

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