Attacchi dei lupi, l’allarme e il piano della Regione Emilia-Romagna

BOLOGNA – Lupi che attaccano allevamenti e stalle o avvistati in prossimità dei centri abitati in Appennino e in pianura. Una situazione che la Regione Emilia-Romagna definsice “preoccupante, con segnalazioni di cittadini e agricoltori aumentate in modo considerevole negli ultimi tempi”. E proprio sugli attacchi al patrimonio zootecnico, l’ente presieduto da Stefano Bonaccini ha avviato un programma di lavoro unico in Italia, portato anche a Bruxelles come esempio di ‘buona pratica’, che mette a disposizione degli agricoltori un tecnico specializzato e adeguati strumenti economici – bandi pubblici con fondi di bilancio e bandi con fondi del Programma di sviluppo rurale- che finanziano il 100% degli interventi realizzati per sostenere l’acquisto di dotazioni anti-predazione e il supporto, appunto, di un tecnico esperto per la valutazione delle soluzioni più adatte  alla propria realtà aziendale. E a breve viale Aldo Moro metterà 2,5 milioni di euro su un nuovo bando per la prevenzione dei danni da fauna selvatica. 

Attivato un numero di telefono

A supporto delle aziende agricole inoltre è attivo il numero 051 6375090, da contattare anche per segnalare la presenza di lupi o di situazioni che meritano attenzione, e l’indirizzo e-mail difesalupo@regione.emilia-romagna.it

Misure però che, senza la cornice di un piano nazionale, non bastano. “Ho scritto di nuovo ai ministri Patuanelli e Cingolani- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi– per riportare la preoccupazione che emerge sia per quanto riguarda il patrimonio zootecnico sia per la comparsa di lupi vicino ai paesi, con casi che destano molta apprensione. La Regione è intenzionata a proseguire nella ricerca di una soluzione che diventa sempre più urgente, dal momento che il lupo, specie protetta, ha superato il limite geografico della Via Emilia ormai da molti anni e ha di fatto ricolonizzato le aree di pianura di tutte le province”. 

La Regione ha avviato da tempo un tavolo di confronto con l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra) per individuare azioni da mettere in atto nel breve periodo in ottica di mitigazione dei conflitti sul territorio regionale. 

I lupi “confidenti” e il pericolo per le persone

Sono diversi gli aspetti legati a questo problema, spiega Mammi nella sua lettera, prima di tutto gli attacchi al patrimonio zootecnico e le loro conseguenze; poi l’analisi della popolazione dei lupi – dalle cause di mortalità alla gestione degli esemplari feriti – e la questione dei cosiddetti lupi ‘confidenti’, “che si avvicinano sempre più ai centri abitati e mettono in pericolo animali e persone”, scrive in una nota la Regione. “Per questo sono indispensabili protocolli operativi per intervenire sulle situazioni effettive e anche sul livello percepito di problematicità. E a questo va necessariamente affiancata una attività di formazione adeguata del personale per garantire gli interventi e l’operatività sul territorio”. 

“Viste le importanti interazioni di questo progetto con il ‘Piano nazionale di conservazione del lupo’ non ancora approvato”, spiega Mammi, “riteniamo fondamentale avviare un confronto con i ministeri per condividere le finalità e le metodologie del nostro programma di lavoro e valutare la possibilità di contribuire con questa esperienza, intesa come progetto pilota, alla definizione di procedure operative esportabili a livello nazionale. Finanzieremo l’acquisto di dotazioni antipredazione fino al 100% con 250mila euro di fondi annuali regionali, e faremo un bando per la prevenzione dei danni da fauna selvatica da 2,5 milioni di euro”.

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