Fino a quando non suona la prima campanella è vietato superare i cancelli della scuola. Succede a Villarco, dove bambini e genitori sono obbligati ad attendere ogni mattina il momento dell’ingresso in aula, stazionando sui marciapiedi davanti alla scuola. Questo provoca assembramenti che sarebbero pericolosi in ogni caso, ma che in tempo di Covid preoccupano ancora di più. Una situazione su cui ha voluto vederci chiaro anche il sindaco Enzo Lattuca, che ieri mattina si è presentato prima dell’inizio delle lezioni, accompagnato dal vicesindaco Christian Castorri.

A sollecitare il sindaco, a cui era stata segnalata la situazione via mail, è stato Nicola Camagni, babbo di due bimbi che frequentano la scuola “Marino Moretti”: «La scuola di Villarco ha una rientranza parallela alla via principale che funge da parcheggio e che usano i genitori che “scaricano” i bambini a scuola. La scuola è circondata da un ampio parco, ma non è possibile utilizzarlo fino a quando non suona la prima campanella, l’attesa la si trascorre in strada, sul marciapiede, dove si accalcano studenti e genitori. È una situazione pericolosa in generale, perchè in quel tratto passano anche le macchine, lo è ancora di più in questo periodo in cui insegniamo a bambini e ragazzi l’importanza del distanziamento e delle mascherine. Basterebbe davvero poco – è convinto Camagni – per migliorare di moltissimo la situazione». Ieri mattina il sindaco ha mantenuto la promessa: «Abbiamo davvero apprezzato la visita – ha detto Camagni – Ho convinto il sindaco, che si è prestato a fare il “capotreno” della 1ª B per accompagnare i bambini in aula. Mi piacerebbe poter ripetere l’esperienza anche con la direttrice didattica».

«Prima di noi aveva già fatto un sopralluogo anche l’assessora Francesca Lucchi – racconta il sindaco – Un intervento è necessario, a prescindere dal Covid. Ma come ho spiegato anche ai genitori presenti, non si risolve in 24 ore. Ci siamo presi qualche giorno per cercare una soluzione che dovremo concordare anche con la direzione didattica».

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