Artisti di Romagna: l’imolese Giovanni Guerrini

Quest’anno cade il cinquantenario della morte di Giovanni Guerrini (Imola 1887 – Roma 1972), uno degli artisti più rappresentativi dell’arte italiana della prima metà del ’900. Dal 1905 al 1908 frequenta la Scuola d’arti e mestieri di Faenza, partecipando con Ercole Drei, Pietro Melandri, Francesco. Nonni, Domenico Rambelli, Orazio Toschi, Giuseppe Ugonia e altri allo straordinario cenacolo di talenti che si raccoglie attorno a Domenico Baccarini. Un gruppo che si ispira all’art noveau muovendosi fra il purismo e il simbolismo preraffaelita anglosassone e middeleuropeo.

Dopo le Accademie di Bologna e Firenze, Guerrini inizia l’insegnamento, prima di disegno costruttivo e architettonico applicato all’industria alla scuola già frequentata a Faenza, poi architettura e pittura decorativa all’Accademia di Ravenna, incarico che mantiene fino al 1929 quando si trasferisce a Roma come direttore artistico dell’Ente nazionale Artigianato e piccole industrie per il quale organizza eventi, progetta allestimenti, arredamenti, disegna mobili, oggetti in vetro e ceramica, tessuti e tanto altro, dando origine a una scuola romana di design che si affianca a quella milanese in voga all’epoca. L’ente sarà il maggiore diffusore del genio artistico italiano all’estero: Barcellona e Lipsia nel 1929, Atene nel 1931, Bruxelles e Parigi nel 1935, Berlino nel 1938 e New York nel 1939.

Iscritto nel 1933 all’albo degli architetti di Bologna, continua un’attività urbanistica che risale agli anni Venti e che lo porta nel 1937 a progettare con Ernesto Lapadula e Mario Romano il Palazzo della civiltà italiana all’Eur, il capolavoro del monumentalismo italiano del Ventennio. Un edificio che Guerrini ritrae nel 1939 in splendido stile post-metafisico, oggi conservato al Moma di New York.

Disegnatore straordinario, si rivela pittore di grandi capacità con picchi qualitativi negli anni Dieci e Venti nei quali anticipa il realismo essenziale del novecentismo italiano. Cartellonista riconosciuto a livello internazionale, tra i suoi manifesti più celebri quelli di elegante gusto decò eseguiti per la Mostra internazionale delle arti decorative di Monza e quelli per il Municipio di Cesenatico e l’Enit, rivolti al rilancio della riviera adriatica e altri ancora per la pubblicità privata. Si dedica con assiduità all’incisione e alla litografia realizzando illustrazioni di grande qualità tecnica e stilistica per libri e copertine di riviste quali L’Eroica ed Emporium.

Insegnante ed esperto mosaicista, oltre ai fondali per le fontane dell’Eur ne realizza ad Alessandria d’Egitto, a Detroit, a Roma e in Romagna. L’attività espositiva di Guerrini è a dir poco frenetica. Nel 1912 e nel 1914 è alla Biennale di Venezia, dove sarà dal 1920 al 1936 in maniera continuativa. Nel 1913 partecipa alla Esposizione internazionale di litografia di Brighton, nel 1916 a quella degli incisori a Londra e più volte alla Triennale di Milano e alla Quadriennale di Roma. Isolato nel primo dopoguerra, mantiene i rapporti con l’Enapi continuando a esporre, partecipare alle manifestazioni artistiche e a promuovere le arti applicate in Romagna.

Riorganizza l’Istituto statale d’arte per il mosaico di Ravenna diventandone direttore dal 1961 al 1966. «Pittore, incisore, mosaicista, arredatore, architetto, avrebbe potuto essere un uomo e un artista del Rinascimento per la sua versatilità… Quale artefice e personalità attiva, nel campo imprenditoriale e dirigenziale». Con queste parole Mino Brighi ne sintetizza la figura su Presenza romagnola, il primo quaderno pubblicato dal Centro di valorizzazione romagnola di Roma nel 1975.

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