Artigiani area meccanica: dopo 14 mesi c’è il nuovo contratto

È stata siglata l’intesa per il rinnovo del Ccnl Artigiani Area Meccanica 2019-2022 scaduto il 31 dicembre 2018, che riguarda i dipendenti delle imprese artigiane dei settori metalmeccanici e installazione impianti – orafi, argentieri e affini – odontotecnici – restauro artistico beni culturali.

Un’altra buona notizia per le lavoratrici e i lavoratori del comparto meccanica, dopo che, a fine 2020, era stato rinnovato il contratto regionale del settore, che aveva visto consolidato il welfare contrattuale.

«Il rinnovo del Ccnl Artigiani – dichiara Davide Drudi della FIM-CISL Romagna- si conclude a valle di una trattativa difficilissima, dilatata nel tempo perché molto condizionata dalla crisi pandemica e dallo stallo economico che ha colpito duramente aziende e lavoratori».

Dopo 14 mesi di una complicata trattativa, FIM-FIOM-UILM e i rappresentati delle delegazioni Associazioni datoriali CNA, Confartigianato e Claai hanno quindi raggiunto l’accordo del rinnovo contrattuale 2019-2022, un accordo che riguarda circa 500.000 lavoratori e 130.000 imprese.

«La metalmeccanica – specifica Drudi- ha una notevole rilevanza sociale ed economica in Romagna, vista la presenza sul territorio di aziende artigiane del settore. È un rinnovo contrattuale che interessa sul territorio romagnolo circa 13.812 lavoratori e 2.795 imprese».

A Ravenna le aziende interessate da questo CCNL sono 902 e i lavoratori 4.584; nella provincia di Forlì-Cesena, 1.064 le aziende coinvolte e 5.307 i dipendenti; a Rimini, 829 le aziende e 3.921 i dipendenti.

L’intesa prevede l’adeguamento retributivo del 5% erogati nel 2022 in tre tranche, al IV livello complessive €70. Inoltre anche una quota una tantum di 130 €euro erogata in due tranche, marzo e luglio 2022. In più vengono aumentati gli importi dell’indennità di trasferta e di reperibilità del 5% a partire dal primo gennaio 2022.

Viene infine definita la formazione obbligatoria di 8 ore, da effettuare entro il 2022 per il recupero dei gap di competenza digitale.

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