Quest’anno cade il decimo anniversario della morte di Giorgio Boschi (Sant’Angelo in Lizzola 1948 – Santarcangelo di Romagna 2011), un artista che si distingue per le sue straordinarie capacità pittoriche e anche per quelle umane. Prima di lavorare come tecnico di farmacia all’Ospedale San Salvatore di Pesaro, Boschi frequenta l’Istituto d’Arte della città, coltivando la passione per la pittura. Dopo il trasferimento a Santarcangelo, intensifica quest’ultima attività partecipando a mostre collettive e concorsi premio in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti autorevoli ovunque. Padrone di una tecnica eccellente sviluppa una pittura surreale nella quale precisione e meticolosità caratterizzano scenari dove la metafora e il paradosso sono espressi con grande eleganza. Osservandoli, i suoi quadri sono la sorpresa, lo stupore e l’ammirazione in questa sequenza che coinvolgono lo spettatore. Una immersione improvvisa in un mondo di limpide atmosfere fantastiche che nel progredire della sua produzione acquisiscono evidenti contenuti di denuncia sociale ed ecologica. Non c’è compiacimento nel perfezionismo che caratterizza le sue opere: è semplicemente l’unico modo di esprimere la sua arte con convinzione.

Cordiale e sempre disponibile, partecipa attivamente alla vita artistica di Santarcangelo, dedicandosi a promuovere associazioni e iniziative culturali. Nel 1989 realizza il manifesto per il 19° Festival di Santarcangelo dei teatri d’Europa sulla scia di pittori importanti come Federico Moroni, Giulio Turci, Renzo Vespignani, Alberto Sughi, Ennio Calabria, Carlo Levi, Dario Fo e tanti altri.

Fonda con altri artisti l’associazione Santarcangelo dei Pittori, con la quale partecipa alla manifestazione estiva “I giovedì dell’arte di viale Ceccarini” a Riccione, evento supportato dall’amministrazione comunale. Come per alcuni degli altri affiliati, tre suoi quadri entrano a far parte della Raccolta comunale d’arte moderna di Villa Franceschi e inseriti in “Quadri in Comune”, il catalogo curato da Orlando Piraccini, con i contributi di Wanda Bergamini e Alessandro Sibilia, pubblicato nel 1995 sul Quaderno n.23 del Centro della Pesa di Riccione.

Le sue opere figurano sempre nelle aste benefiche o nelle manifestazioni di volontariato locali. In occasione del progetto “Pennelli per la vita 3”, nel 2007, è coinvolto con altri pittori locali nella donazione di quadri che andranno a decorare le pareti dei reparti e servizi dell’Ospedale Infermi di Rimini al fine di renderlo più umano e accogliente. Coerente con la sua indole e la sua competenza sui materiali e le tecniche pittoriche, svolge a livello amatoriale l’attività di raffinato restauratore. Una figura di artista che resta nel nella memoria storica del borgo clementino e nel cuore di tutti.

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