Arte: Gilberto Giovagnoli alla galleria Primo Piano

Un incontro speciale, sul filo di emozioni visive e sensoriali che il tempo sospeso e di isolamento sociale imposto dalla pandemia ci ha privato per troppo tempo. È quanto è accaduto il 12 giugno scorso, con una grande partecipazione di pubblico, nello spazio dedicato all’arte contemporanea della Galleria Primo Piano in pieno centro a Rimini. Con una corrispondenza di intenti progettuali all’insegna di un vitalismo profondo che ha colpito sensibilmente i partecipanti. Si sono infatti create le connessioni per una azione segnica e mimica legata alla pittura, attraverso un dialogo vivo tra la danza espressa dal Movimento Centrale sotto la regia ispirata di Claudio Gasparotto, e l’installazione di Gilberto Giovagnoli intitolata Svivere d’amore. La danza trasforma il valore del corpo e ne fa proiezione interiore, un vero “corpo pensante” capace di nessi attivi e rapporti con l’energico e provocatorio carico di immagini trasmesso dall’opera dell’artista sammarinese (classe 1954) mai stanco di stupire e creare interventi dirompenti.

Sfrontato, caustico, irriverente, forte di un allenamento intellettuale capace di unire mondi, distanze spaziali e temporali che marcano l’arco letterario e artistico del ’900 e non solo, Giovagnoli concretizza, in un collage funambolico fatto di segni, disegni e sgoccialature di colore, il lato oscuro della nostra umanità, portando in rilievo eros e vita, senza remore, esplicitando una continua dissacrazione di tabù e vizi. I richiami di cui si nutre sono tanti, da Deleuze a Bataille, dalla cultura dada e surrealista all’Art Brut e Pop; vanno a braccetto Stalin e Breton in una granguignolesca, tragicomica parata. L’anticonvenzionalità, che è cifra del suo pensiero artistico, si traduce in un inno erotico in cui sogno e inconscio esplodono. Come insegna Bataille, la semplice sessualità è necessaria alla vita, ma il paradosso è che per superar divieti e trasgressioni si è inventato l’erotismo, forma di trasfigurazione specificatamente umana. Giovagnoli ne ha tratto divertito e con ampia dose di spregiudicatezza le sue conclusioni in questo suo lavoro su carta di grande formato che occupa una intera parete: per sconcertare e per parodiare i benpensanti. Come in una concitata sarabanda, come in una commedia (che è quella della vita) dagli accenti grotteschi dove le parti disegnate a penna e pennarello si legano con i frammenti e le figure ritagliate seguendo le vorticose impennate della mano e le pulsioni di non sopiti desideri.

Galleria Primo Piano, vicolo San Bernardino 1, fino al 27 luglio. Su appuntamento www.primopiano.club

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