Arte, Arnalo Ferraguti pittore ritrovato

La storia di Arnaldo Ferraguti (Marrara 1862 – Forlì 1925) è incredibile. Si trasferisce a Napoli con la famiglia, frequenta l’Istituto Tecnico Statale ma ne viene allontanato e, nel 1879, si iscrive all’Accademia di Belle Arti dove Domenico Morelli è insegnante di pittura.

I temi orientali

È affascinato dai temi orientali sviluppati dal maestro e appena diciottenne, ottiene di presentare Alhambra. Funerali di un emiro all’Esposizione della Promotrice cittadina, mentre nell’edizione del 1883 espone tre studi di testa. Nello stesso anno partecipa all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Roma dove conosce Francesco Paolo Michetti con il quale stabilisce un profondo legame di amicizia tanto da trasferirsi con la famiglia in Abruzzo, a Pentima, l’odierna Corfinio e partecipare al “cenacolo michettiano” nella villa del pittore a Francavilla al Mare.

Artisti importanti

Sono incontri che permettono a Ferraguti di entrare in familiarità con importanti artisti, letterati e intellettuali tra i quali Gabriele D’Annunzio, Matilde Serao e Giulio Aristide Sartorio. La sua pittura in questo periodo è molto orientata su quella prodotta da Michetti, profondamente legata al realismo, anche la tecnica viene influenzata dal maestro di Tocco da Casauria, il quale lo inizia all’uso del pastello e all’utilizzo della macchina fotografica, strumenti che si riveleranno fondamentali per la produzione artistica futura di Ferraguti.

Il ritorno a casa

Nel 1885 ritorna a Ferrara, apre uno studio e, per risolvere i problemi economici che lo affliggono, impartisce lezioni di pittura ed esegue ritratti senza abbandonare l’ambiente artistico di Roma dove si reca periodicamente. La sua partecipazione alle esposizioni nazionali e internazionali si intensifica e con i buoni uffici di Michetti conosce gli editori milanesi Emilio e Giuseppe Treves, con i quali inizia a collaborare come illustratore di libri, oltre a realizzare tavole per “l’Illustrazione Italiana” la rivista che pubblica articoli dei più importanti nomi della letteratura italiana.

Il lavoro per De Amicis

Nel 1890 ottiene l’incarico di realizzare i disegni per “Sull’Oceano” di Edmondo De Amicis, che ottiene un grande successo di vendite e gli permette di diventare l’illustratore di punta dell’editore. Nel 1891 sposa Olga Treves, pittrice e nipote di Emilio e si stabilisce a Pallanza. Nello stesso anno espone a Milano “Alla vanga”, dipinto l’anno prima, la sua opera più conosciuta: oltre sei metri di base, più di 25 figure che fanno parte dei personaggi degli autori ai quali è legato, esasperatamente realistiche, riprese in scala monumentale con una tecnica formidabile, che rivelano l’ampio e abile impiego del mezzo fotografico.

Le mostre e la morte

Dal 1892 la sua attività espositiva è frenetica: è presente a Monaco di Baviera, a Berlino, alla Nazionale di Roma, alle Triennali di Milano, a Torino, a Stoccarda, alle Biennali di Venezia nel 1997 e ’99 e a tante altre fino all’ultima a Firenze nel 1908. Intanto, nel 1894 brevetta un fissativo per pastelli che viene acquistato dalla parigina Lefranc et Cie. Sempre più coinvolto dalla ricerca industriale, abbandona quasi completamente la pittura per realizzare il “pergamenoide” una sorta di cuoio artificiale che inizia a produrre nel 1895. Ma l’impresa non va a buon fine, con la villa di Pallanza ormai venduta, accetta la carica di direttore generale della Romanini & C. che dal 1920 produce surrogati del cuoio a Forlì. Qui, nel 1925, muore improvvisamente.

Notizie dettagliate su “Ferraguti, il pittore ritrovato”, le riferisce Alvaro Lucchi nella bella presentazione disponibile sul web e sul catalogo della mostra dedicata all’artista a Verbania nel 2006, a cura di Sergio Rebora per Silvana Editore, Cinisello Balsamo.

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