Arrivati nell’Imolese i primi quaranta profughi

Nel circondario imolese sono arrivati i primi profughi ucraini in fuga dalle bombe. Il prefetto di Bologna Attilio Visconti ha fatto il punto ieri in mattinata sullo stato dell’accoglienza nell’area metropolitana bolognese. «Finora (era l’aggiornamento a ieri mattina, ndr) sono giunti nell’area metropolitana bolognese circa 150 profughi. Oltre la metà sono in strutture accoglienza di prefettura e Ausl. Di questi, del totale, 50-60 sono bimbi e minori». Per il territorio imolese, in particolare, si tratta di dieci persone al Cas di Casalfiumanese e trenta persone in strutture private a Castel San Pietro, che però verranno spostate a breve a loro volta in un Cas.

«Per poter fronteggiare questa emergenza ci avvaliamo delle strutture Cas, indicate anche dai sindaci come quelle più indicate per poter garantire la migliore assistenza – ha spiegato il prefetto –. All’indomani dello scoppio della guerra abbiamo subito inoltrato una manifestazione di interesse per duecento posti di accoglienza sul nostro territorio e faccio appello a sindaci e ai privati che vogliano gestire un Cas di proporsi sul proprio territorio sempre nell’ambito dell’area metropolitana. Per la gestione di queste strutture deve essere garantito un pacchetto minimo di servizi e per il reperimento di una struttura idonea è fondamentale il ruolo dei sindaci, anche per orientare i gestori. I numeri saranno molto alti e di natura diversa dall’immigrazione africana che conosciamo, queste sono persone che pregano e auspicano di tornare quanto prima nella loro terra di origine», afferma il prefetto.

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