Arrivate le mascherine della Regione, sono 31mila per Imola

IMOLA. Sono circa 31.000 le mascherine distribuite dalla regione e destinate a Imola. Il Comune di Imola ha ritirato ieri pomeriggio dalla Protezione civile regionale le mascherine facciali messe a disposizione dalla Regione Emilia Romagna per i Comuni, affinché le distribuiscano gratuitamente ai propri cittadini. Lo scopo è quello di incentivare il progressivo incremento dell’uso dei dispositivi idi protezione individuale, a cominciare dalle mascherine, in particolare in luoghi chiusi quali servizi essenziali e luoghi di vendita alimentari. In totale, la Regione Emilia Romagna ha messo a disposizione dei Comuni 2 milioni di mascherine da distribuire gratuitamente ai cittadini mentre un altro milione di mascherine l’ha destinato al sistema delle imprese, per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Ai 10 Comuni del Circondario imolese complessivamente sono state destinate 59.750 mascherine chirurgiche, di cui circa 31.000 per Imola. Le modalità di distribuzione sono attualmente al vaglio del Comune, sulla base anche delle indicazioni per la gestione e distribuzione fornite dalla Regione stessa e saranno definite nella giornata di oggi. L’obiettivo, infatti, è di cominciare la distribuzione ai cittadini sabato prossimo 11 aprile.

Castel San Pietro

In arrivo anche a Castel San Pietro le prime 10mila mascherine per la popolazione. La distribuzione qui è già stata decisa: sarà itinerante con due squadre di volontari, a partire da oggi. «Invito prima di tutto i cittadini al senso di responsabilità e di comunità: chi già possiede la mascherina non ne chieda un’altra – ammonisce il sindaco Fausto Tinti –. Nella distribuzione sarà data priorità ai centri urbani, dove è maggiore densità abitativa e le persone hanno maggiori possibilità di avere contatti e quindi maggiore necessità di essere protette, quindi: Capoluogo,

Osteria Grande, Poggio, Varignana-Palesio, Gallo, Gaiana, Molino Nuovo, Pellizzara, Picchio poi si proseguirà nelle zone rurali. L’obiettivo è dotare i nuclei familiari di dispositivi di protezione individuale per consentire di muoversi in sicurezza, ma solo se necessario e secondo le prescrizioni in vigore. L’emergenza non è finita».

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