“Arrivano dal mare”, a Ravenna torna il festival dei burattini

L’universo dantesco che si sta modellando a Ravenna, città della fine di Dante Alighieri, è un florilegio di attività che si nutrono di vista, cuore, poesia. Nelle quali si innesta a pieno titolo il 46° festival “Arrivano dal mare” che il Teatro del Drago va scolpendo per fare riscoprire il sommo poeta attraverso la contemporaneità che il mondo delle figure può offrire. Lo si vedrà da venerdì 21 a mercoledì 26 maggio, in luoghi ravennati di pregio a cominciare dal Museo d’arte cittadino (Mar), e poi al teatro Rasi, alle Arteficerie Almagià, nel chiostro della Biblioteca Classense, a Palazzo Rasponi, nel Museo delle Marionette, nel verde dei giardini pubblici. Scoprendo storie e lirismo attraverso tecniche e linguaggi sempre in divenire, «esempio di contemporaneità».

Il festival si inaugura venerdì 21 alle 16, chiostro Classense, con la mostra “Ritratti di Commedia Divina”, maschere e burattini di Giorgio De Marchi e Maurizio Gioco. Sono decine gli eventi, sia dal vivo sia on line, secondo prassi acquisita in questi mesi di limitazioni, «per raggiungere un pubblico lontano e favorire un teatro internazionale, anche in lingua originale».

Figure oltre confine

Due le artiste internazionali molto interessanti: Yael Rasooly e Marzia Gambardella. Rasooly, israeliana, ama particolarmente la carta, il suo spettacolo “Paper cut” verte sul teatro di carta e di oggetti, in scena sabato 22 maggio al teatro Rasi alle 20. Marzia Gambardella, italo-francese, proviene dalla compagnia di Philippe Genty; la sua “Operettalzheimer” di figura contemporanea chiude il festival mercoledì 26 alle 20 al Rasi e riporta l’humus del maestro francese.

Dante

Nella ricca offerta del festival, largo a l’omaggio a Dante; i padroni di casa di Ravenna Teatro – Teatro del Drago e Drammatico Vegetale – presentano in prima il loro “InfernoParadiso” domenica 23 ore 18 Almagià. Dedicato al poeta dell’anno anche “Dante 3021” di All’InCirco nei giardini della Loggetta Lombardesca martedì 25 alle 17. E ancora “A riveder le stelle” di Coppelia Theatre, 15 minuti con marionette robotiche (sabato 22, Rasi, ore 17.30-18 e 18.30), e “Divina commedia al bar”, narrazione e musica di Nata Teatro (sabato 22 alle 18 giardini pubblici). Da non perdere, domenica 23 ore 19.30 Almagià, il burattinaio storico Romano Danielli, il quale ha “tradotto” drammaturgicamente i primi tre canti dell’Inferno “interpretati” da Sandrone in “La pavironica commedia”.

Classico e contemporaneo

Marionette, pupi, guarattelle e burattini si alternano dal vivo e online con i maestri, dai Colla a Cuticchio a Salvatore Gatto in “Pulcinella: 500 anni portati bene” (Almagià, domenica 23 ore 20.30). Per il contemporaneo, da vedere Riserva Canini con l’interessante “Talita Kum”, Lidelab in “Le mille e una notte”, Bitols con il teatro su nero di “Ecg. Piccola avventura di un cuore a Venezia”.

Info: 392 6664211

Un omaggio da non perdere è quello dedicato a Maria Signorelli (1908-1992), riferimento del mondo di figura; fu scenografa, costumista, insegnante, burattinaia, “Sirena d’oro”. Le figlie Giuseppina e Letizia ne illustrano la mente fertile e appassionata con un documentario e una mostra che si riallacciano a Dante Alighieri. Il docufilm (sabato 22 ore 11 Palazzo Rasponi) ripercorre l’artista attraverso il suo spettacolo “L’Inferno di Dante” del 1983. Il filmato è introdotto dalla suggestiva mostra “Burattini, fantocci e materiali di scena” di quel famoso spettacolo, restaurati ed esposti al Rasponi da sabato 22 alle 10, al 30 maggio. «Per raccontare nostra madre, artista unica, abbiamo messo insieme tante cose di lei, comprese 45 foto per fare vedere chi è stata». cla.ro.

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