Arriva in Romagna il Circus Elysium

Ater Fondazione, insieme al Teatro della Regina di Cattolica, ha deciso di aderire a una rete nazionale di sostegno fra teatri che permetterà alla compagnia ucraina di circo contemporaneo Circus Theatre Elysium di Kiev di proseguire la tournée dello spettacolo Alice in wonderland, già iniziata in Europa allo scoppio della guerra, e impossibilitata adesso a rientrare. Dopo la data a Cattolica di oggi 1° aprile (ore 21.15) lo spettacolo sarà in altre piazze romagnole (il 2 aprile al teatro Alighieri di Ravenna e il 15 aprile al teatro Diego Fabbri di Forlì) per poi proseguire una tournée in tutta Italia che si sta via via arricchendo fino al 6 maggio. «Siamo profondamente grati all’Italia, ai teatri, alle istituzioni e a tutti coloro che ci stanno aiutando – dice il direttore artistico del Circus Theatre Elysium, Oleksandr Sakharov –. Per noi, in questo momento drammatico, il lavoro è vita: l’arte ci sta dando un presente e fiducia nel futuro. Andiamo in scena, nonostante ciò che accade nel nostro Paese e nella nostra città, perché questo è il nostro mestiere, è ciò che sappiamo fare meglio e che sentiamo di dover fare. Ogni nuova data e ogni biglietto acquistato per il nostro show sono la donazione più bella possibile, perché ci consentono non solo di continuare a lavorare, in sicurezza e con dignità, e di portare in salvo le nostre famiglie, ma anche di ricambiare tutti gli spettatori con un sogno che, dal palco alle platee, porta con sé un messaggio di bellezza, pace e speranza».

Ripercorriamo i fatti. Dove eravate quando è scoppiato il conflitto?

«La compagnia si trovava già in Italia con lo spettacolo che ha debuttato il 7 febbraio al teatro Brancaccio di Roma – spiega il produttore Roberto Romaniello –. Gli artisti sarebbero dovuti rientrare in Ucraina il 14 marzo ma è scoppiata la guerra ed è cambiato tutto. Da quel momento il mondo del teatro ha iniziato ad aiutarci e siamo riusciti a mettere in salvo anche i familiari dei 29 componenti ucraini della compagnia. Alcuni sono già arrivati in Italia, mentre altri sono in Moldavia o in Polonia e aspettano di raggiungerci. I familiari sono stati ospitati a Reggio Emilia (tra Correggio e Rubiera), poi dal 6 maggio non sappiamo come andranno le cose. Alcuni bambini vengono in tournée con noi perché i genitori sono nella compagnia».

Cosa accade sul palco con “Alice in wonderland”?

«Si tratta di uno spettacolo rivolto a tutte le età che intreccia teatro acrobatico, recitazione, danza e arti circensi – continua Romaniello –. Alice, il Cappellaio Matto, il Bianconiglio, il Gatto di Cheshire e tanti altri: oltre trenta tra funamboli, attori, acrobati e ballerine porteranno in scena il capolavoro di Lewis Carroll e tutti i suoi meravigliosi personaggi in uno show fiabesco che è un’ode alla vita e alla necessità di sognare in un momento in cui vita e sogni del popolo ucraino si stanno frantumando contro la follia della guerra. Kiev è una città all’avanguardia, europea e anche questo spettacolo di alto livello lo testimonia».

Colpisce il contrasto tra il sogno in scena e la dura realtà che coinvolge questi artisti.

«Sicuramente il lavoro li aiuta tanto, mentre nelle giornate di riposo si è costantemente collegati per capire cosa stia succedendo in Ucraina. Inoltre il lavoro permette loro di avere autonomia e di poter aiutare le famiglie. L’appello a chi desidera fare solidarietà è venire a vedere lo spettacolo e dare una mano concreta attraverso l’arte. In teatro durante le repliche si avverte molto forte lo scambio tra spettatori e artisti».

Quali altre necessità ha la compagnia in questo momento?

«Abbiamo bisogno di trovare un posto dove stare prossimamente». Nel corso della serata verrà inoltre attivata in teatro una raccolta fondi a cura del centro antiviolenza Chiama chiAma della sezione di Cattolica, da devolvere all’associazione Mondo Donna Onlus per offrire supporto alle donne in fuga dalle zone di conflitto.

Info: www.teatrodellaregina.it

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