Luna Rossa, Max Sirena si affida al Re Mida dell’America’s Cup ma può contare su tanti giovani talenti VIDEO

RIMINI. Una volta era lui, sul molo di Rimini, a supplicare di essere imbarcato. Aveva 17 anni e chiedeva un posto sulle barche che facevano le regate. Adesso il riminese Max Sirena può permettersi il lusso di chiamare i migliori al mondo e rischia di avere l’imbarazzo della scelta. Il leader e amministratore delegato di Luna Rossa vuole dare all’Italia la prima America’s Cup e ha portato nel suo team Peter Burling, il timoniere kiwi (già medaglia d’oro olimpica) che ha fatto vincere le ultime tre edizioni a New Zealand. Oggi a Cagliari, base nautica degli italiani, prende il via il circuito di regate che porterà nel 2027 alla finale per conquistare il trofeo più antico, quello per cui si “combatte” dal 1851. Le regate preliminari del capoluogo sardo sono in programma a partire da oggi a domenica. Si disputano sugli scafi volanti AC40, più piccoli rispetto agli AC75 che saranno utilizzati nella fase finale. A confrontarsi sono Emirates Team New Zealand (Nz), Gb1 (Uk), Luna Rossa (Ita), Tudor Team Alinghi (Svi) e La Roche-Posay Racing Team (Fra). Italiani, inglesi e neozelandesi mettono in campo anche l’equipaggio Women & Youth. Sono regate di flotta. Le migliori due imbarcazioni domenica si sfidano nel match race finale. Oltre che sul sito www.americascup.com le dirette sono trasmesse sui canali social di America’s Cup e di Luna Rossa, in tv in chiaro su Rai 3 e su altri canali a pagamento come Sky. Non sono presenti a questo appuntamento australiani e americani che comunque fanno parte della flotta degli sfidanti insieme a britannici, italiani, svizzeri e francesi.

Tanti talenti a disposizione

Ieri le tre regate di prova hanno messo in luce il team italiano Women & Youth con l’aggressivo 22enne Marco Gradoni (tre volte di fila campione del mondo Optimist) arrivare davanti a tutti (senior compresi) due volte su tre. Sono prove, certo, ma la stoffa si vede. Sirena ha messo in piedi una squadra fortissima. Accanto a Burling tra c’è anche Ruggero Tita (due volte campione olimpico). Sono i due timonieri “titolari”. Non mancano i romagnoli. Tra questi il ravennate Umberto Molineris, confermato a bordo come trimmer, ruolo addetto al controllo del volo, e l’altro bizantino Jacopo Plazzi Marzotto tra i coach (dove c’è anche l’ex timoniere di Luna Rossa Checco Bruni).

Max Sirena ha già vinto l’America’s Cup con gli statunitensi (2010) e con i neozelandesi (2017) ma vuole vincerla anche con l’Italia ed è per questo che dal 2013 guida il team Prada dopo essersi guadagnato la fiducia del patron Patrizio Bertelli. Nel 2021 ha portato l’Italia nel punto più alto quando ad Auckland vinse il trofeo degli sfidanti e in finale venne sconfitto dai kiwi 7-3, migliorando così il risultato che aveva ottenuto il Moro di Venezia che in finale perse con gli Usa 4-1 nel 1992.

Napoli e il fattore campo ...di regata

Tante le novità di questa 38a America’s Cup. Una su tutte: la sede. Per la prima volta le regate della fase finale (previste nel 2027) si faranno in Italia, a Napoli, dove dal 24 al 27 settembre 2026 si tiene la seconda regata preliminare. I neozelandesi avrebbero potuto scegliere la difesa del trofeo nel famoso golfo di Hauraki, ad Auckland. Ma la copertura dei diritti televisivi porta maggiori entrate quando si regata in Europa: più soldi a disposizione per il progetto, più possibilità di vincere. Nel 2024 hanno difeso la Coppa anche giocando “fuori casa” a Barcellona. Napoli farà la differenza? Max si aspetta molto dal contributo di Peter Burling (giunto nel team a giugno 2025), in regata e in fase di preparazione della barca.

«Sono molto contento di essere in Luna Rossa - ha detto ieri il velista kiwi - quando si è presentata l’opportunità l’ho colta e ne sono felice. È un team molto forte, che ho sempre rispettato. Abbiamo una line-up di velisti eccezionale e abbiamo fatto un grande lavoro in questi mesi».

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