Rimini, Mario Bianchelli "raccontato da Maria Elena Ceccarelli

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Per la Sagra musicale malatestiana giunge il momento, oggi e domani, di porre attenzione a inedite composizioni, proposte con il titolo Amorosi affetti, del musicista riminese Mario Bianchelli (1660 circa – 1730). Primo atto, oggi alle 12, l’inaugurazione di una mostra alla Biblioteca Gambalunga (con visita guidata su prenotazione) comprendente l’esposizione del prezioso manoscritto di arie e cantate bianchelliane e delle Cronache riminesi che tramandano le poche informazioni biografiche oggi in nostro possesso sul musicista, nobile patrizio riminese. L’esposizione, curata da Annarosa Vannoni e allestita nella sala del Settecento, è aperta al pubblico fino al 15 luglio. Nei giorni 5, 8, e 12 luglio alle 12 sarà possibile partecipare alle visite guidate gratuite a cura della curatrice Vannoni (prenotazione telefonica obbligatoria al numero 0541 704326).

Seguirà domani alle 21.15 nel chiostro della Biblioteca, preceduto dalla presentazione del cd (pubblicato da Tactus) che il gruppo Arsemble, specializzato nella musica barocca, ha dedicato a Bianchelli, l’esecuzione delle sue cantate cameristiche affidata allo stesso ensemble fondato dalla clavicembalista riminese Maria Elena Ceccarelli, che si avvale in questa occasione della concertazione e direzione di Roberto Cascio. Sul palco: Santina Tomasello soprano; Marcella Ventura contralto; Gilberto Ceranto e Alex Callegati violini; Ettore Marchi chitarra barocca; Antonello Manzo violoncello; Maria Elena Ceccarelli clavicembalo; Roberto Cascio arciliuto e concertatore.

Ceccarelli, cosa l’ha condotta alla riscoperta di Mario Bianchelli?

«Sono una clavicembalista, pertanto per vocazione sempre attenta alla scoperta di musiche dimenticate. Le biblioteche italiane sono ricche di partiture sconosciute non solo al grande pubblico ma anche ai musicisti, alcune delle quali di grandissimo valore artistico come nel caso del nostro Bianchelli. Inoltre sono riminese pertanto se a essere protagonista è un autore nostro concittadino la cosa diventa ancora più interessante. La musica che ascolterete nel concerto e che è stata incisa nel disco pubblicato dalla Tactus è comunque solo una parte del complesso manoscritto conservato in Gambalunga che sarà in mostra assieme alle fonti documentarie che ci hanno permesso di ricostruire le vicende personali e artistiche del musicista».

Come era collocata Rimini in ambito musicale nel Seicento?

«Anche per Rimini fu un secolo di grande rinnovamento, caratterizzato da un’esperienza artistica decisamente importante che, dopo la felice esperienza della corte malatestiana, si rigenerò con fermenti innovatori in campo artistico, letterario, scientifico e anche musicale. Le occasioni musicali, all’epoca, erano le funzioni liturgiche, i primi spettacoli teatrali e i concerti che venivano praticati all’interno delle famiglie private. I primi due settori della musica coinvolgevano i professionisti, cioè quei musicisti che avevano fatto della loro arte un mestiere mentre le esecuzioni private erano organizzate da “dilettanti” dove il termine va considerato nell’accezione positiva, cioè di chi fa musica per puro diletto. I professionisti che prestarono servizio a Rimini e nel territorio circostante si formavano prevalentemente a Bologna e Roma. I generi con cui vengono in contatto sono quindi prevalentemente quelli praticati nelle due città: la cantata e l’oratorio oltre alle varie forme della pratica liturgica. Non è un caso, dunque, se Rimini si contraddistingue per una grande produzione di questi due generi».

Continuerete ad affiancare l’attività di ricerca alla prassi esecutiva?

«La riscoperta di Bianchelli non è per me il primo evento importante. Già l’anno scorso, assieme all’Orchestra Barocca Italiana, abbiamo proposto l’esecuzione di alcune cantate custodite al Museo della Musica di Bologna di autori che con la nostra realtà, anche se in maniera indiretta, hanno avuto a che fare. Si è trattato di autori accademici filarmonici che hanno lavorato tra Bologna e Roma e proprio per questo motivo è rientrato nel progetto Il borghese e la musica. Le idee in cantiere sono tante, a cominciare dalla fine di settembre quando incideremo un altro cd con musiche di autori marchigiani di fine Settecento, partiture conservate in un fondo custodito al Conservatorio di Bologna. Anche riguardo la valorizzazione del patrimonio riminese abbiamo altre idee con partiture che attendono solo di essere riascoltate. Siamo in attesa che la cosa possa concretizzarsi il che non è facile e neppure scontato».

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