Rimini, bollette Sgr: "In 15mila hanno chiesto le rate"

Il numero dei clienti che chiede di rateizzare le bollette è più che raddoppiato in un anno e le prime prospettive sono di un 2023 che proseguirà in salita sotto il profilo dei costi energetici. Da qui comincia la chiacchierata con Lorenzo Pastesini, direttore commerciale del Gruppo Sgr, sulle cause e gli effetti di un anno di costi record. Al punto che, come messo nero su bianco dall’Autorità dell’energia, nel 2022 le famiglie hanno pagato in media 1.800 euro di bollette.

Da ottobre dell’anno scorso è mutata la formula di aggiornamento delle tariffe per il gas. Cosa sta comportando? E perché a dicembre abbiamo dovuto incassare un aumento del più 23,3%?

«Parto dal tema costi, dove siamo passati da un aggiornamento trimestrale delle tariffe sul gas a un aggiornamento di tipo mensile. Questo, anche se la crescita di dicembre potrebbe far pensare il contrario, ha comportato un notevole risparmio sui consumatori».

Si spieghi meglio. Per quale motivo parla di risparmio?

«Se avessimo continuato a adottare il criterio di aggiornamento trimestrale, a dicembre avremmo dovuto fatturare un costo della materia prima di 2,5 euro al metro cubo. Invece, oggi la stiamo pagando 1,25 euro».

Come giustifica, allora, l’aumento dei prezzi dell’ultimo mese?

«I fattori da considerare sono due. Intanto dicembre è sempre più caro, per via della maggior richiesta dettata dall’arrivo del clima più freddo. In secondo luogo, il paragone è con due mesi, ottobre e novembre, dove è stato particolarmente caldo e i consumi sono stati, quindi, contenuti. Con questo non voglio certo dire che il prezzo del gas oggi sia conveniente, perché rispetto al 2021 le famiglie stanno pagando il 64% in più».

Che tipo di effetti sta avendo tutto questo lato pagamenti? Chiarisco: sono aumentate le famiglie e le imprese che chiedono di rateizzare le bollette?

«Posso dirle che nell’ultimo rilevamento che abbiamo effettuato i numeri sono più che raddoppiati. I clienti che ci chiedono di rateizzare sono passati da 6mila a 15mila (circa il 10%) e da quando abbiamo introdotto la possibilità della fatturazione mensile, in molti hanno preferito questa soluzione, perché dicono che permette di tenere maggiormente sotto controllo i costi. Un ultimo dato: nel solo 2022 come Gruppo Sgr abbiamo erogato 11 milioni di euro di bonus luce e gas».

Dato che li ha appena citati, oltre ai bonus per gli Isee sotto i 15 e 20mila, quali altri interventi ci sono attualmente per calmierare i prezzi?

«Intanto gli oneri di sistema sull’elettricità sono stati confermati a zero da parte dell’Autorità, e per il gas c’è l’Iva agevolata al 5%. Questo lato famiglie, mentre lato imprese per gli energivori c’è la possibilità di portare in detrazione il 45% delle spese sostenute per l’energia, percentuale che si abbassa al 35% per tutte le altre tipologie».

Capisco che in un mercato tanto volatile come è attualmente quello dell’energia fare previsioni sia complesso, ma qualche prima prospettiva per il 2023?

«In questi primi giorni di gennaio il prezzo al metro cubo del gas è stato di 0,70 centesimi, quindi, qualora si dovesse confermare, potrebbe essere un mese di importanti riduzioni. Detto ciò, non dobbiamo illuderci. Il 2023 sarà un anno ancora molto difficile, perché tutto dipende da come l’Europa intende dotarsi di materia prima diversa da quella Russa».

Certo i contratti di lungo periodo che avevamo con il Governo di Mosca ci consentivano approvvigionamenti a prezzi molto vantaggiosi, ma non crede che i mutamenti geopolitici che ci sono piombati addosso abbiano aperto la strada ad altre forme energetiche?

«Senza dubbio sì, ma se parliamo di Gnl e di fonti green, con fotovoltaico ed eolico in primis, abbiamo ancora molto lavoro da fare in termini di infrastrutture. Quindi la strada è aperta, ma non sarà una risposta che arriverà nel breve».

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