Rimini. Addio a Maria Fabbri, portò il gas nelle case per decenni

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Addio a Maria “delle bombole”. Si è spenta mercoledì scorso all’età di 89 anni, dopo una lunga malattia, Maria Assunta Fabbri, venditrice di bombole del gas agli albori del turismo.

La figlia 55enne Cinzia ne traccia un ricordo commosso. «Mia madre era nata in via Lagomaggio a Rimini - esordisce - ma da piccola si era trasferita con la famiglia a Torre Pedrera. Un’infanzia, la sua, che fa i conti con la Seconda guerra mondiale e sfiora il dramma, giunti agli scontri finali, quando Maria fugge in strada terrorizzata da una bomba e finisce sotto il camion di una colonna tedesca».

Illesa per miracolo saprà cogliere il secondo tempo che la vita le concede. Si innamora del fornaio, Roberto Berardi, e lo sposa nel 1956. Dopo le nozze, la giovane si trasferisce a Viserbella, tre strade più avanti, rispetto alla casa dov’è cresciuta. Poi la svolta: tra gli anni Settanta e Ottanta la coppia apre una ferramenta Berardi in viale Tibesti a Torre Pedrera e una rivendita di bombole per il gas che le vale il nomignolo di “Maria delle bombole” per decenni.


Fiore di acciaio

«La sua forza d’animo ci ha insegnato a andare avanti nelle difficoltà», sottolinea Cinzia Quando le tubazioni del "gas di città" non erano ancora arrivate in Romagna, «era lei che consegnava bombole, trasportandole prima sulla bici modificata ad arte da zio Toto, poi sulla Bianchina color sabbia». Di strada tra Viserbella e Torre Pedrera ne ha macinata tanta, recandosi nelle case di residenti e turisti quando l’accoglienza conosceva una dimensione genuina «e i clienti diventavano presto amici anzi parte della famiglia».

Passano gli anni ma il lavoro non pesa a Maria lieta «di scambiare due chiacchiere e soprattutto di vedere i bambini crescere e i bagnanti tornare di anno in anno».

Finché la fatica di una vita presenta il conto e la donna si vede costretta a gettare la spugna a causa della schiena segnata da tre ernie «peggio di quella di uno scaricatore di porto» ma, nota Cinzia, ricordava sempre «con gioia il periodo d'oro del nostro turismo».

La sua passione resta preparare deliziose torte tant’è che vince un concorso organizzato a Santa Giustina dal centro dov’era ricoverata la figlia disabile Marisa poi deceduta a 49 anni nel 2011. Vedova dal 1990 Maria lascia la figlia, il genero Bruno e i nipoti Matilde di 14 anni e l’11enne Damiano. I funerali si sono svolti ieri mattina presso la Chiesa Santa Maria Assunta di Viserbella.


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